After2000

em@il

sabato, gennaio 31, 2004

il terrorismo è funzionale al controllo che lo stato deve esercitare sui cittadini, limitandone le libertà personali, e monitorandone bisogni e costumi...in funzione di nuove proposte consumistiche...nella società del mercato il povero è un problema in quanto rallenta i consumi e frena il ritmo di accrescimento del capitale...peggio ancora dimostra praticamente che è possibile vivere senza alcuni accessori indispensabili! rispondendo a precario: "la società siamo noi, massa di individui, la cui libertà di scelta è direzionata e incanalata...quale è l'offerta in una media cineteca: essai o top teen delle vendite? così in libreria e così per in ogni prodotto; se poi avere determinate cose è forma di appartenenza il gioco è fatto"...buon per te se tutto questo non ti riguarda, ma sei comunque minoranza, come chi legge i giornali, qualche libro ogni tanto, usa internet...

postato da sixty2 18:56 | commenti

essere ricchi...essere poveri...non penso dipenda dalle capacità personali, ma molto sia influenzato dal contesto in cui ci si trova ad operare...la cosa che urta è che l'appartenere ad una o l'altra categoria, rende diversi in una società che basa il nostro status sul consumo che produciamo e costringe chi sta in basso a prostituire se stesso per sopravvivere...la ricchezza proprio perchè spesso indica l'inutilità e l'eccesso è molto volgare, nel senso che alimenta gli istinti più bassi, un "vero" ricco non ostenta e non è mai facilmente riconoscibile, forse proprio perchè prova "vergogna" di qualcosa che sa è spesso immeritato...

postato da sixty2 10:35 | commenti (2)

venerdì, gennaio 30, 2004

Blair ha raccontato delle balle, su informazioni camuffate, per far passare l'ingresso in guerra del suo paese, dei giornalisti lo hanno smascherato, affermando che ha mentito al suo paese sapendo di mentire, un informatore si è suicidato, un giudice ha fatto un inchiesta e ha emesso un verdetto: "anche se le informazioni non erano corrette, il primo ministro non ha mentito!", l'onorabilità è salva, come il disgusto...molti giornali inglesi hanno commentato il tutto con il titolo WHITEWASH (colpo di spugna o, più italianamente, insabbiatura)...onore ai perdenti per averci provato

postato da sixty2 14:25 | commenti

tanto per rimanere in tema lasciamo parlare i protagonisti: "Tutto tranquillo di ZVI SCHULDINER Non è stato nemmeno necessario il giornale radio. L'esplosione è stata violenta, impossibile non sentirla, pochi minuti dopo le sirene hanno confermato i miei sospetti. A poche centinaia di metri da casa mia è esploso un autobus. Un nuovo attentato suicida, altri dieci israeliani hanno pagato con la vita il sanguinoso conflitto a cui ci condannano ostinatamente i nostri leader. Sì, erano stati mesi tranquilli. La maggior parte dei media non ha neanche sfiorato il nostro sanguinoso conflitto israelo-palestinese. Tutto tranquillo, nulla da registrare per un periodo relativamente lungo, nessun attentato suicida nel quale abbiano perso la vita cittadini israeliani. Tutto tranquillo. Solo che questo tutto copriva la morte quotidiana. Difficile ricordare giorni in cui le «forze dell'ordine» israeliane non abbiano ucciso qualcuno. La tranquillità di cui abbiamo goduto è la menzogna di ogni giorno, che copre con l'indifferenza e l'oblio i crimini dell'occupazione. Solo ventiquattrore prima dell'esplosione l'esercito israeliano era entrato in azione a Gaza. Entrato in azione. Significa che otto o nove palestinesi sono stati ammazzati dalle «forze dell'ordine» nella lotta contro il terrorismo. Tutto tranquillo. Solo palestinesi terroristi muoiono. O i bambini che si trovano nelle vicinanze. O chiunque che per qualche dubbiosa ragione abbia risvegliato i sospetti delle sempre attive e sospettosissime forze dell'ordine. Tutto tranquillo, e perciò c'è stato il tempo per cercare altri passaggi sotterranei, quelli da cui i palestinesi contrabbandano armi, droghe e generi di consumo. E a Rafah per cercarli l'esercito ha distrutto decine di case, ma questi ostinati palestinesi sempre pieni di cattive intenzioni e disposti a diffamare Israele non li avevano nemmeno, i passaggi sotterranei. Certo non li hanno costruiti per trovare un altro modo di diffamare l'esercito israeliano che, come ben dicono generali e politici, è il più morale del mondo. L'esercito più morale del mondo uccide palestinesi tutti i giorni. Alcuni sono terroristi e altri sono semplicemente malintenzionati di ogni età che si ostinano a denigrarci e si interpongono con ostinazione sulla traiettoria delle pallottole dell'esercito più morale del mondo. I mezzi di comunicazione internazionale coprono con il silenzio i crimini dell'occupazione. La verità è terribile. Dopo l'attentato che ha ucciso quattro soldati israeliani al passo di Erez alla televisione si sono viste alcune delle immagini che più violentemente riflettono la disperazione. Al passo di Erez, circa 14mila palestinesi cercavano di andare a lavorare, sapendo che soltanto 1400 circa sarebbero stati autorizzati a farlo. Uno dei migliori corrispondenti della tv israeliana ha mostrato il corridoio in cui si ammucchiavano migliaia di lavoratori ansiosi di guadagnarsi il pane. Alcuni salivano sulle spalle di quelli più avanti per cercare un po' di ossigeno, altri restavano sotto asfissiati, una trentina sono stati ricoverati in ospedale. Un tragico, autentico quadro dell'occupazione. Trattati peggio che bestie, senza i diritti che hanno persino gli animali. Occhi di fame e disperazione, occhi senza futuro. Le immagini del passo di Erez sono state la migliore esemplificazione dei «giorni tranquilli». L'esercito più morale del mondo castigava una popolazione intera per il crimine di fondamentalisti accecati, che da parte loro proseguono nel cammino verso la liberazione della donna, questa volta è stata la madre di due figli a farsi esplodere a Erez, e lo sceicco Yassin se ne gloriava. Tutto tranquillo, e la morte visita ogni giorno a caso le abitazioni palestinesi. Questa mattina poco dopo l'esplosione mi ha telefonato M., un amico palestinese, da Nablus. Conosce Gerusalemme e voleva sapere se stavamo tutti bene. Chiamava da una città paralizzata e distrutta dall'occupazione. Di fronte alla possibilità di costruire un futuro di pace, il fondamentalismo oltranzista del governo israeliano continua a distruggere ogni possibilità, aiutato in alcune occasioni da un fondamentalismo islamico ugualmente cieco e criminale. Tutti i giorni continua l'espansione israeliana nei territori occupati e i massacri dell'esercito più morale del mondo sono pura, incontenibile routine. Sparano già anche contro gli israeliani e questa è solo una prova in più del confine che ha ormai attraversato questo esercito «morale». Il criminale attentato di questa mattina non è più che il corollario della politica criminale alla quale ci sta condannando l'occupazione. E' un tragico modo di ricordare che i «giorni tranquilli» sono solo l'ordinaria menzogna che ogni giorno copre i crimini di un'occupazione. E genera più e più odio, più e più attentati suicidi. (sempre il manifesto di oggi)

postato da sixty2 11:23 | commenti

Guantanamo, rilasciati tre ragazzi di 13-15 anni Sono stati rilasciati ieri dal campo di detenzione di Guantanamo: sono tre ragazzini di età compresa tra i tredici e i quindici anni. Lo ha rivelato il Pentagono sostenendo che sono stati rispediti nel loro paese, senza rivelare quale. Ma si è poi saputo da fonti ufficiali Usa che si tratta dell'Afghanistan, dove erano stati catturati oltre un anno fa. Erano gli unici così giovani (su 660 sospettati taleban o militanti di al Qaeda, catturati in Afghanistan dopo l'11 settembre 2001) ad essere prigionieri nella base cubana con l'accusa di «combattenti nemici», ma senza condanna. Con i tre ragazzi di ieri sono 91 i prigionieri della base navale finora liberati. La detenzione di prigionieri e soprattutto di giovanissimi in condizioni drammatiche e senza rispetto delle convenzioni di Ginevra sui prigionieri di guerra ha suscitato molte proteste da parte delle organizzazioni per i diritti umani. Interpellato sulle condizioni dei prigionieri di Guantanamo, ieri durante una conferenza stampa a Bruxelles, il segretario generale dell'Onu, Kofi Annan, ha avvertito che nella lotta al terrorismo bisogna fare attenzione «al rispetto dei diritti umani». pag2 il manifesto di oggi

postato da sixty2 11:15 | commenti

giovedì, gennaio 29, 2004

anche oggi si registra un pareggio nel derby della stupidità israelo-palestinese, è difficile pensare ad una soluzione mentre si fronteggiano opposti estremismi, che pesano la loro forza attraverso i corpi dilaniati di inermi ostaggi dell'incapacità umana a convivere...

postato da sixty2 21:21 | commenti (1)

IMPORRE e PROIBIRE due verbi che poco si conciliano con la tollerenza e la crescita civile, sorprendono le recenti direttive della Francia laica...frutto di tempi sempre più manichei

postato da sixty2 14:58 | commenti (1)

sarebbe troppo pagare il canone per un servizio serio sulla body art o sull'esperienza di Orlan, a noi utenti lobotomizzati ci restano solo le frattaglie, scadute... Sangue e rossetto, la tv fa il tagliando di NORMA RANGERI (il manifesto di oggi) Più che le tette al silicone esibite dalle signore protagoniste di Bisturi, nessuno è perfetto (Italia1, martedì), a fare impressione è l'accoppiata messa alla conduzione di questa nuova frontiera del reality, di grande successo in America con «Extreme makeover». Irene Pivetti e Platinette sono la testimonianza del mostruoso che avanza, esseri prodigiosi nel mostrare la loro faccia in tv a ogni ora del giorno e della notte. Specialmente l'ex presidente della camera, fino a ieri reginetta della posta del cuore di La7 e oggi in prima serata sulla rete Mediaset, esemplare di una plastica cerebrale che l'ha trasformata da austera tutrice delle istituzioni repubblicane a Truman-girl della tv. Dicono che lo stato le paghi ancora ufficio, macchina, autista, scorta. È possibile? Figlio de «Il brutto anatroccolo», dove i brutti si mettevano nelle mani dei look-makers per diventare il più possibile uguali ai figuranti della tv, Bisturi si svolge tra sangue e colpi di phon. La ragazza con la gobba al naso, la culturista senza tette, la madre di famiglia con le orecchie a sventola, si sottopongono al provino dal chirurgo plastico Roy De Vita (frequentatore di Porta a porta) che decide se è il caso di operare oppure no. I candidati al «tagliando» espongono il loro problema, il chirurgo valuta e poi via all'operazione. Sul lettino della sala operatoria si taglia e si scalpella il naso, si tira il capezzolo per infilare la protesi, si modella l'orecchio. Poi si torna in studio dove i rifatti vengono messi a confronto con la foto del «prima». Le donne con le tette nuove esibiscono scollature generose per mettere in mostra «il davanzale» come lo chiama la Pivetti di fronte alla quinta misura della signora che a stento riusciva ad indossare la prima. I mariti accolgono le mogli prosperose con grandi abbracci, il pubblico applaude, la conduttrice sorride soddisfatta. Frasi standard, musichette prefissate, schemi scenografici che si ripetono secondo le regole del format, fanno del programma una ripetitiva catena di montaggio. Meno male che c'è Platinette, capace di fare qualche battuta spiritosa in questo macabro omaggio alla nuova moda. nrangeri@ilmanifesto.it

postato da sixty2 14:53 | commenti

mercoledì, gennaio 28, 2004

"regime: forma di governo antidemocratica e oppressiva, fondata su accordi di potere poco limpidi, al di là della veste legale da cui trae legittimazione", stando a questa definizione non siamo ancora in un regime, ma potremmo trovarcici: se rompiamo molto le scatole e se riescono a stravolgere la costituzione come vorrebbero; loro hanno un obiettivo, sta a noi rovinargli i piani...o renderglieli molto difficili...

postato da sixty2 22:03 | commenti

in lettura STUPID WHITE MEN di Michael Moore, niente di nuovo se non l'iterata certezza che oltre il velo di libertà che sembra stare alla base del nostro vivere quotidiano, molto più controllabile e gestibile di una dura repressione (sistemi antiquati), siano altri i motori che muovono le decisioni e le democrazie occidentali, a partire dall'attuale unica superpotenza, in cui l'elezione di George W. Bush è stata una truffa a metà strada tra l'ingegnosa alchimia e il totale pressapochismo supportato dalla compiacenza dell'informazione...se il motore si trova nelle scelte di carattere economico è fondamentale controllare gli organi d'informazione per ammansire, dirigere e plagiare l'opinione pubblica (alias "la massa"), e forse in questo dovremmo almeno pretendere una nomination!

postato da sixty2 11:29 | commenti

martedì, gennaio 27, 2004

esercizi di memoria (oggi sul manifesto) - Cattive abitudini - EDUARDO GALEANO - "Un piccolo gesto di dignità nazionale ha scatenato un incredibile vespaio all'inizio di quest'anno. In tutto il mondo la stampa gli ha dedicato i titoli di prima pagina, come se stesse dando notizia di qualcosa di molto strano, qualcosa come: «Cane morso da un uomo». Che cos'era successo? Il Brasile richiedeva ai viaggiatori statunitensi ciò che gli Stati Uniti richiedono ai viaggiatori brasiliani: visto sul passaporto e schedatura alla frontiera, foto e impronte digitali comprese. Molti hanno condannato quest'atto di normalità come un'espressione di pericolosa follia. Forse se il mondo non fosse abituato così male, la faccenda sarebbe stata vista in un altro modo. In fin dei conti, l'anormalità non risiedeva nel fatto che il presidente Lula agisse così, bensì che fosse l'unico: l'anormalità era che gli altri accettassero senza fiatare quelle condizioni che Bush ha imposto a tutti i Paesi, eccezion fatta per pochi privilegiati che sono al di sopra di ogni sospetto di terrorismo e di malvagità. *** Tutto si spiegava, ci mancherebbe altro, per l'11 settembre. Questa tragedia, che il presidente Bush continua ad utilizzare come una polizza di impunità perpetua, obbliga il suo Paese a difendersi senza abbassare mai la guardia. Tuttavia, come tutti sanno, nessun brasiliano ha avuto niente a che fare con la caduta delle torri gemelle di New York. Al contrario, come pochi ricordano, il più grave attentato terrorista di tutta la storia del Brasile, il colpo di stato del 1964, contò sulla fondamentale partecipazione politica, economica, militare e giornalistica degli Stati Uniti. Questa faccenda della schedatura dei viaggiatori, che ha scatenato tanto bailamme, è solo un caso di giustizia riparatrice e sarebbe ridicolo confonderla con una tardiva vendetta storica. Ma in America Latina l'abitudine alla mancanza di dignità ha molto a che vedere con l'abitudine all'amnesia, cosicchè non sarà inutile ricordare che la partecipazione ufficiale e ufficiosa degli Stati Uniti a quel golpe terrorista è stata dimostrata, documentata e confessata dai suoi principali attori. E varrebbe la pena di ricordare anche che quel colpo di stato non solo aprì la strada a una lunga dittatura militare, ma anche che assassinò e seppellì le riforme sociali che il governo democratico di Jango Goulart stava portando avanti affinché il Paese più ingiusto del mondo fosse meno ingiusto. Quell'impulso giustiziere ci ha messo quarant'anni a risuscitare. In questi quarant'anni quanti bambini brasiliani sono morti di fame? Il terrorismo che uccide per fame non è meno abominevole di quello che uccide con le bombe. *** Cattive abitudini: mancanza di dignità, amnesia, rassegnazione. Per paura ci costa cambiarle; per pigrizia mentale ci costa immaginarci senza di loro. Ci sembra inconcepibile il rovescio della medaglia, l'altra faccia di ogni faccia. Perché non ci chiediamo che cosa sarebbe successo se l'Iraq avesse invaso gli Stati Uniti col pretesto che gli Stati Uniti hanno armi di distruzione di massa? E se l'ambasciata del Venezuela a Washington avesse promosso e applaudito un colpo di stato contro George W. Bush, come fece l'ambasciata degli Stati Uniti a Caracas contro Hugo Chávez? E se il governo di Cuba avesse organizzato 637 tentativi di assassinio contro i presidenti degli Stati Uniti in risposta alle 637 volte che tentarono di uccidere Fidel Castro? E che cosa succederebbe se i Paesi del Sud del mondo si rifiutassero di accettare anche una sola delle condizioni imposte dal Fondo Monetario e dalla Banca Mondiale, a meno che questi organismi iniziassero a imporle agli Stati Uniti, che sono il maggiore debitore del pianeta? E se il Sud applicasse le sovvenzioni e le tariffe che i Paesi ricchi praticano a casa e proibiscono fuori? E se...? *** Cattive abitudini: il fatalismo. Accettiamo l'inaccettabile come se facesse parte dell'ordine naturale delle cose e come se non ci fosse un altro ordine possibile. Il sole raffredda, la libertà opprime, l'integrazione disintegra: ci piaccia o no, non c'è modo di evitarlo. O così o pomì. Così viene venduto per esempio l'Alca. *** Là nella notte dei tempi, il vecchio Zeus, il capo supremo, non si sbagliò. Fra tutti gli abitanti dell'Olimpo greco, Hermes era il più bugiardo, l'imbroglione che ingannava tutti, il ladro che rubava di tutto. Zeus gli regalò dei sandali con alucce d'oro e lo nominò dio del commercio. Fu Hermes, poi chiamato Mercurio, a generare l'Organizzazione Mondiale del Commercio, il Nafta, l'Alca e altre creature concepite a sua immagine e somiglianza. Il Nafta, l'accordo commerciale fra Stati Uniti, Canadà e Messico, ha appena compiuto dieci anni. La mano di Hermes ha guidato, passo dopo passo, tutta la sua infanzia. Vita e opera del Nafta, prima decade: ricordiamo solo un paio di episodi rivelatori di quello che ci attende se l'Alca va in porto e questa cosiddetta libertà di commercio, che umilia le sovranità nazionali, si estende a tutto lo spazio americano. Nel 1996 il governo del Canadà proibì la vendita di «una neurotossina pericolosa per la salute umana». Era un additivo per la benzina, fabbricato dall'impresa statunitense Ethyl. Questo additivo tossico, proibito negli Stati Uniti, si vendeva solo in Canada. L'impresa Ethyl, che si dedica da molti anni alla nobile missione di avvelenare i Paesi stranieri, reagì facendo causa allo stato canadese perché la proibizione del suo prodotto azzerava le vendite, danneggiava la sua reputazione e implicava «una espropriazione». Gli avvocati canadesi avvisarono il loro governo che era spacciato: non c'era niente da fare. Nel Nafta le imprese comandano. A metà del 1998, il governo del Canada tolse la proibizione, pagò un indennizzo di tredici milioni di dollari all'impresa Ethyl e le chiese scusa. Nel 1995 un'altra impresa statunitense, Metalclad, non potè riaprire un deposito di scorie tossiche nello stato messicano di San Luis Potosí. Lo impedì la popolazione, con i machete in mano, affinché la ditta-pattumiera non continuasse ad avvelenare la terra e le falde acquifere sotterranee. Metalclad fece causa al governo messicano per questo «atto di espropriazione». Secondo quanto stabilito dal trattato di libero commercio nell'anno 2001 l'impresa ottenne un indennizzo di diciassette milioni di dollari. *** L'Organizzazione delle Nazioni Unite nacque alla fine della Seconda Guerra Mondiale. John Fitzgerald Kennedy e Orson Welles furono due dei millecinquecento giornalisti che pubblicarono cronache del grande avvenimento. La Carta costitutiva delle Nazioni Unite stabilì «l'uguaglianza dei diritti delle nazioni grandi e piccole». Era la grande promessa: a partire dall'uguaglianza sovrana di tutti i suoi membri, il nuovo organismo internazionale avrebbe cambiato il cammino della storia dell'umanità. Sessant'anni dopo, è sotto gli occhi di tutti: è cambiato in peggio. *** Ma le cattive abitudini non sono un destino, e sono sempre di più i Paesi che si stanno stancando di recitare il ruolo dello scemo del villaggio in questa grande farsa universale. Un anno fa constatava Thomas Dawson, portavoce del Fondo monetario internazionale: «Abbiamo molti bravi alunni in America Latina». Era il linguaggio di sempre. Adesso, mette in guardia il presidente argentino Néstor Kirchner: «Non siamo più un loro zerbino». È il nuovo linguaggio. Nuovo linguaggio, nuovo atteggiamento. I nostri Paesi non vanno molto d'accordo con i loro popoli e vanno ancora meno d'accordo con i loro vicini, e questa è una lunga e triste storia di divorzi. Ma le più recenti riunioni internazionali - a Cancun, a Monterrey- sono state scosse da un salutare soffio d'aria nuova. Dopo tanti anni di solitudine, noi deboli stiamo iniziando a capire che separati siamo spacciati. Ormai pochi credono come il presidente uruguaiano Jorge Batlle, che possiamo ancora aspirare ad essere mendicanti felici. Perfino i più testoni si stanno convincendo del fatto che in questo vasto crogiuolo di umiliazioni, dove i potenti praticano impunemente il protezionismo commerciale, l'estorsione finanziaria e la violenza militare, la dignità o è condivisa o non c'è. Bisognerebbe sbrigarsi, dico io, prima di diventare come quelle foto che ci stanno arrivando da Marte." Copyright IPSTrad. di Marcella Trambaioli

postato da sixty2 11:40 | commenti

La data - Luigi Pintor - il manifesto del 27/01/01 "E' certamente sincero il dolore del mondo. E' viva la memoria dello sterminio degli ebrei, crimine senza eguali nella storia. E' universale la condanna di chi lo perpetrò. Non credo che sia così. La memoria è labile e la memoria storica è filtrata dalle convenienze. Solo negli occhi dei sopravvissuti si può a volte leggere la verità. Ma i sopravvissuti sono pochi. Anche i sopravvissuti alla guerra, che non ha più testimoni. Ma è un giorno di verità anche per chi non ci crede o pensa che la storia gronda sangue da millenni in ogni continente e sotto ogni regime. Per un giorno anche lui deve inchinarsi. Per farlo ogni giorno bisognerebbe avere l'intelligenza e il coraggio di riconoscere la bestia immonda dovunque si nasconda e comunque si travesta: io la chiamo razzismo. E' inverosimile che possa ricomparire come ideologia di uno Stato e come sistema di dominio. Questo è rassicurante. Ma l'animale si è fatto astuto, ha cambiato nome e sembiante, non è attore ma regista. E questo non è rassicurante. Circola nelle strade, nelle prigioni, nelle linee di confine. Alberga nei luoghi di privilegio, umilia chi è sfavorito dalla sorte, penalizza individui ma anche continenti. Non è necessariamente un prodotto dell'economia (il capitalismo) o della politica (le dittature) ma vive anche di vita propria: come istinto. La memoria si associa per me a questi pensieri (anche al fatto, lo confesso, che i cancelli di Auschwitz sono stati aperti da un soldato dell'esercito rosso). E' il modo per tenerla viva. Senza ricavarne un insegnamento, ciascuno il suo, non c'è memoria."

postato da sixty2 08:57 | commenti

l'olocausto è il peccato originale dell'Occidente e attorno ad esso si è costruita una religione che, pur partendo da un giusto motivo, ha perso via via il senso di ammonimento morale, per divenire pura cerimonia...altre tragedie (e non è la dimensione a renderle diverse) sono presenti, ci accompagnano nel quotidiano e non sappiamo nemmeno che esistono, con la stessa cieca cecità di quei tedeschi che brontolavano per l'odore acro attorno ai campi...

postato da sixty2 08:56 | commenti

lunedì, gennaio 26, 2004

rende l'idea dei tempi che corrono: Valori blu di ALESSANDRO ROBECCHI "Siccome la satira del premio nobel italiano per la letteratura andava in onda senza audio (siamo il paese delle libertà, la libertà di fare a meno delle orecchie), ho dedicato la serata a un altro testo satirico, pomposamente intitolato Carta dei valori . Si tratta di un agile libretto azzurro che dovrebbe contenere la filosofia politico-sociale-umana di Forza Italia, distribuito in migliaia di copie in occasione del decimo geniatliaco del duce. Dico «dovrebbe», perché si conosce l'avidità degli attuali reggenti: partito per illustrare la filosofia loro, il testo si allarga, esonda e tracima. Ridisegna l'Italia, l'Europa, il mondo, l'universo, la storia, le categorie politiche e morali (in qualche caso pure la sintassi non ne esce indenne). Insomma, in quarantasette paginette si spreme un concentrato di filosofie in una fialetta di pensierini: dai dinosauri a oggi il mondo era una discreta merda, ma poi, per fortuna, è arrivata Forza Italia e tutto è cambiato. Interessante prospettiva, un po' come mettere tutto Kant e tutto Hegel in un sms e spedirlo a tutti. Autori del nuovo sistema filosofico: Adornato, Biondi, Bondi, Cicchitto, Melograni. Mathieu e Baget-Bozzo, che ha portato il barbera. Rileggete bene l'elenco e fate il gioco del «chi manca». E il petomane? E il giocoliere monco? Anche Timothy Leary, negli anni Sessanta, faceva esperimenti con le droghe chimiche, ma almeno li faceva da solo. Il testo, comunque, non è male. Considerato che dovrebbe porre le basi della convivenza civile e del progresso del paese nei prossimi dieci anni, è bello sapere che si veleggia in uno spazio indefinito e mobile, una specie di quarta dimensione olistica che va da Lao-Tse a Malagodi. Saremo liberal-popolari, ma anche liberal-socialisti, un po' zen e un po' laici, ma anche cattolici e naturalmente liberal-liberali, e però anche liberal-solidali eccetera, eccetera. Entusiasmante il passaggio in cui gli autori affrontano in nove righe (pag. 29) gli ultimi tre secoli di storia: la Rivoluzione Francese, la Dea Ragione, il Novecento, finché (finalmente!) arriva Forza Italia e tutti sono più felici. Illuminante invece il capitolo dedicato all'ecologismo che non dev'essere più «verde», bensì «blu», essendo «ecologismo-liberale», e dunque positivo e col sorriso sulle labbra. Insomma: molti giovani si ostinano a predicare un «fondamentalismo ecologista» che mette al centro di tutto la natura. Si chiedono angosciati gli autori: se in mezzo a tutto c'è la natura, io dove passo con la Mercedes? E dunque teorizzano una «società ecologica» che permetta «una nuova rivoluzione industriale», anziché un ritorno alla candela e alla pastorizia (roba da ecologisti illiberali). Stesso discorso per la globalizzazione: perché demonizzare una cosa che, alla fin fine, ci fa fare tanti soldi? Trasformati in blu i verdi, in azzurro i rossi, sconfitti tutti gli estremismi, ammaestrate le opposizioni e placata l'arroganza sindacale, la lezione giunge al suo fine: nella carta dei valori c'è esattamente tutto quanto sia vagamente compatibile e non rompa i coglioni a Silvio. Gli autori, dopo il caffè e l'amaro, si fermano a contemplare il loro lavoro, a rileggere la loro Opera che ridisegna il mondo. E sospirano nell'ultima pagina: «Questi sono i nostri valori comuni (...) valori che pensiamo possano essere condivisi da tutti gli uomini della Terra». Quando si dice la modestia. In più, non mancano tonanti ammonimenti: «Non è purtroppo affatto detto che, per trasmetterli ai nostri figli, non si sia anche noi costretti a combattere ancora». Perbacco, l'idea di Adornato e Baget-Bozzo che lottano strenuamente contro le forze del male che tentano di impedire la diffusione del libretto azzurro di Silvio è agghiacciante, e apre nuovi scenari. Dunque non tutti i verdi saranno diventati blu? Non tutti i rossi azzurri? Di certo c'è questo: l'intreccio mesmerico che parte da Tocqueville e arriva a Lao Tse per interposto Cicchitto sarà la nostra filosofia prossima ventura. Obbligatoria e soltanto caldamente consigliata, questo si vedrà." (dal manifesto di ieri)

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domenica, gennaio 25, 2004

sono ancora un po' turbato dai compleanni, da una presenza così massiccia di comunisti che non ho notato, da una stupidità dilagante e ancora di più dall'impotenza nel contrastarla...se quando piove si dice governo ladro, quando nevica che si deve dire?

postato da sixty2 21:59 | commenti

non riesco a capire perché se l'euro è favorito nel cambio con il dollaro, il petrolio si paga in dollari, e il prezzo del petrolio è stabile o addirittura in calo, il prezzo dei carburanti continua a salire...perché sarebbe ridicolo aspettare un paio d'anni per accorgersi che ci stanno di nuovo truffando...

postato da sixty2 14:50 | commenti

sabato, gennaio 24, 2004

http://silvioberlusconi.splinder.it/...pensavo impossibile che fosse tutta farina del suo sacco, ma purtroppo la realtà è sempre maggiore della fantasia

postato da sixty2 22:06 | commenti

demagogia: degenerazione della democrazia, arte di accattivarsi il favore delle masse popolari con promesse di miglioramenti economici e sociali difficilmente realizzabili...in una nazione in cui il 33% della popolazione è semianalfabeta, non legge i giornali, né approfondisce alcun argomento, e si limita a farsi sommergere di idiozie dalla televisione, i risultati devastanti di un popolismo decennale sono sotto gli occhi di tutti, ma lo stesso non è ancora abbastanza e penso che arriveremo a festeggiare (o subire) il ventennale...anche senza il conducador!

postato da sixty2 22:04 | commenti

morte "eroica" (o banale) per un grande fotografo, sapiente centellinatore di glamour, nudità e durezza, ben inserito nel jet set, mai particolarmente sfrontato nel criticare il lusso che ritraeva, ironico senza sarcasmo...classico, di quella classicità che ai più permette di non turbarsi e vivere in ebete soavità, di accettare la nudità delle belle donne come un raffinato abito haute couture, mai volgare, mai urtante, moderatamente falso e improbabile, ricordando Helmut Newton

postato da sixty2 16:41 | commenti

le battute non servono più, a questo punto è necessario con tutti i mezzi disponibili produrre CONTROINFORMAZIONE, certificata da dati oggettivi, loro fanno leggi e decreti e noi gli contrapponiamo una realtà che da quelle leggi verrà stravolta...sono disposto ad un contradditorio faccia a faccia con quei musi da "tola" (tavola) alias RIFATTO e PETROLIERA che della scuola pubblica non sanno nulla e mentono stordendo la gente con numeri che non sono immediatamente confrontabili...attualmente i miei alunni dispongono di 36 ore settimanali, alcuni usufruiscono gratuitamente di altre 4 ore di rientro facoltativo (doposcuola), più il servizio mensa garantito per 5 giorni...con il DECRETO approvato ieri l'orario di scuola si ridurrà a 33 ore...se giochiamo con le "ricchezze" di Berlusconi nello stesso modo e diciamo che nulla è cambiato forse glielo riusciamo a far capire!!!

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venerdì, gennaio 23, 2004

IL NUDO tra ideale e realtà - Galleria d'Arte Moderna - Bologna, allestimento discutibile, scarse le opere indimenticabili, i grandi nomi presenti con opere minori, le cose migliori e più fresche dei disegni su carta di Klimt e soprattutto Schiele...per diventare un'esperienza incisiva e sensata sul ruolo dell'arte nel rappresentare la nudità, o di come noi scimmie nude la viviamo, come tabù, esibizionismo o voyeurismo sarebbe necessario visitarla "nature", nudi noi e le nostre immagini dipinte o fotografate, questa è parità!

postato da sixty2 18:27 | commenti

arte e mercato, mercato dell'arte, Artefiera a Bologna, niente di nuovo sul fronte occidentale, tanto figurativo, tentativo di rialzare la testa dell'informale, tante speranze che il tempo ridimensionerà, alcuni storici rimangono insuperabili, ma a prezzi inavvicinabili...rappresentiamo una cultura decadente che rimesta i "temi" dell'arte con la velocità delle mode senza incidere la superficie...segnalo tra i giovani Sandra Meisel (www.henrike-hoehn-kunstprojekte.de)...

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giovedì, gennaio 22, 2004

a proposito di George W. B., segnatevi la data, cominciano a sparlare dell'Iran...e loro sanno già quando lo attaccheranno...

postato da sixty2 21:48 | commenti

è tutto naso e orecchie...deve curare le riprese perché si è sì sgonfiato ma appare giallognolo e cadaverico...lo dò alla pari con il papa...che ha alleati più potenti di Bush e Putin!

postato da sixty2 21:45 | commenti (2)

probabilmente si fa fatica ad accettare che anche ciò che vorremmo chiamare sinistra non lo sia (D'Alema non lo è dai tempi del morettiano PALOMBELLA ROSSA: "dì qualcosa di sinistra"), che uno come Rutelli, un volto liftato di suo, la spari più a destra per non perdere il palcoscenico, e avanti di questo passo...l'intrasigenza può sconfiggere, ma perlomeno non omologa e la politica spettacolo lasciamola a chi ne ha fatto una fede...abbandoniamo gli slogan e ribattiamo con dati e fatti al paese virtuale che ci viene proposto...il ruolo delle Cassandre non è stato mai popolare, ma se serve a farci sentire meno de' coccio ben venga...

postato da sixty2 14:39 | commenti

ciò che sorprende del circo berlusconi è che il motore di ogni iniziativa non è l'esigenza di risolvere problemi reali e concreti di una maggioranza di cittadini, come ogni coalizione governativa dovrebbe fare, a prescindere dalla composizione partitica (semmai ciò influenzerà le linee di indirizzo), ma porre rimedio a problemi circoscritti e particolari, quando non "ad personam", e nascondere l'incapacità programmatica dietro mosse demagogiche e spot pubblicitari (mai tante campagne pubblicitarie dei ministeri, come in questo governo; e regioni e province rette dal Polo, seguono a ruota tale logica)...il grave di tale situazione è che le leggi che si stanno varando condizioneranno e regrediranno la qualità complessiva del "sistema Stato", beneficiando pochi e distribuendo su una massa estesa i disagi...la martellante non informazione rende impossibile discernere tra la confezione (perfetta e luccicante) e il contenuto (avariato e tossico); che ci sia molto da discutere sul concetto di democrazia in tale contesto (rappresentiamo la maggioranza!) è ovvio, molto più complesso è capire come porvi rimedio prima che i danni siano insanabili (e allora ad un governo "di sinistra" sarà ridata la possibilità d'intervenire, con una politica di sacrifici e concertazione!)

postato da sixty2 10:00 | commenti (1)

mercoledì, gennaio 21, 2004

nessun bene (artistico, paesaggistico, storico, archivistico,...) è alienabile tranne che nei rari casi di cui riferiva la legge...tutti i beni (artistici, paesaggistici, storici, archivistici,...)sono alienabili salvo eccezioni (o meglio, salvo la dimostrabilità della loro importanza, entro 120gg dalla richiesta di alienazione, da parte del Sovrintendente competente)...basta il sovraccarico cronico di lavoro e la compiacente distrazione di qualche funzionario e finalmente la libertà di speculare su beni demaniali, siti storici, ville e manieri sarà LEGALMENTE autorizzata...bravo Urbani, in silenzio ti sei guadagnato tre stellette dal tuo capo, e dai suoi gregari che i luoghi giusti da alienare li conoscono a menadito!

postato da sixty2 15:47 | commenti

facesse parte dell'entourage cattolico Lenin sarebbe già stato santificato (i miracoli si trovano/provano senza grosse difficoltà) perchè il suo corpo (debitamente imbalsamato) risponde al primo principio della pratica di santificazione: la non corruttibilità del corpo...lo si è voluto rendere un'icona per limitarsi ad osservarne la superficie, reputandogli colpe che furono più dei suoi eredi (con i baffi) che sue...i suoi prediletti eliminati (Bucharin) e le sue idee allontanate dal consorzio civile in cui il pensiero vincente è il liberismo o meglio la supposta libertà individuale (di scegliere tra 40 dentifrici composti tutti dalla stessa pasta dentifricia e da un insignificante aromatizzante diverso !!!)...forse la rilettura di alcuni suoi testi renderebbe più visibile come la nostra "società delle scelte" precluda qualsiasi vera scelta!

postato da sixty2 13:44 | commenti

George W. Bush al discorso sullo stato dell'Unione: "L'America non chiederà mai il permesso per tutelare la propria sicurezza"...nè i propri interessi economici, nè le proprie estorte sovranità, nè la propria politica imperiale...e l'Europa tra scagnozzi (Aznar, Berlusconi e Blair), vassalli (i neopromossi stati dell'ex cortina di ferro) e qualcuno che storce il naso (Chirac e Schroeder che intuiscono la portata di tali affermazioni) sta a guardare...

postato da sixty2 11:53 | commenti

martedì, gennaio 20, 2004

riapre oggi nell'aula bunker di Mestre il processo per le morti da cloruro di vinile monomero (cvm) e per i danni ambientali causati dal Petrolchimico di Porto Marghera...in prima istanza tutti gli imputati andarono assolti...la giustizia segue il suo lento corso, molti testimoni e il promotore stesso della denuncia da cui è partita l'inchiesta sono morti...a giudizio finale...quindi dopo l'appello e il sicuro ricorso in cassazione passeranno altri anni e gli imputati probabilmente non saranno più perseguibili...rimarrà traccia di prove inconfutabili, della consapevolezza di avvelenare un 'area e i suoi lavoratori, per una logica di profitto...ora lo si fa lontano...il ricorso di un occidentale diventa esoso nei calcoli del rischio...il conte Volpi investì nel Vajont e in Marghera, la Montedison lo seguì, ora, sempre e comunque troppo tardi, si arriverà ad un risarcimento pagato con i profitti di nuovi lucrosi investimenti...ovvio

postato da sixty2 12:02 | commenti

lunedì, gennaio 19, 2004

Marzano (Ministro dell'Industria) ha detto che la Parmalat va salvata per salvaguardare i risparmiatori...non è un lapsus, dei lavoratori non gliene può interessare di meno!

postato da sixty2 20:54 | commenti (1)

garofani for the PRESIDENT "la notizia del giorno è che il ladrone Craxi è morto in terra straniera, da latitante e non da esule come troppi ora lo vorranno far passare, ei fu, e con lui molti intrighi e affari sporchi di cui non si riuscirà più a ricostruire le fila; a livella...come sosteneva il buon Totò mette tutti al giusto livello!" Così commentavo quattro anni fa, ora a leggere le dichiarazioni di Pera (un nome che è un insulto alla tossicodipendenza e all'ortofrutta) su quest'uomo così fondamentale alla storia patria, c'è solo da ringraziare che sia morto altrimenti ce lo ritroveremmo al Quirinale...male che vada lo portano al Pantheon!

postato da sixty2 08:21 | commenti (1)

domenica, gennaio 18, 2004

tra il bianco e il nero, estremi mai definitivi di una scala cromatica infinita, risiede il diritto di critica...senza bisogno che la critica assuma la valenza di una apologia...quando l'arte sceglie questa strada (forse impropria ma comunque parte delle sue corde) colpisce più duro di altri linguaggi perchè travalica la soglia della semplice razionalità per coinvolgere le emozioni...per arrivare al nocciolo del problema attraverso "frame" che innescano inconsce pulsioni...è stato il volto di Janadi Jaradat più il bianco della barchetta più il liquido rosso a far dimenticare ogni bon ton all'ambasciatore israeliano in Svezia...mostrando i nervi scoperti di chi continua a fomentare lo spettro della persecuzione per sopravvivere perseguitando...viviamo in un mondo tutt'altro che rappacificato, malgrado la notevole dose d'anestesia e di disinformazione a cui siamo giornalmente sottoposti, in cui il tabù più resistente è guardare con obiettività le cose: dall'inizio dell'intifada (28/09/2000 al 14/01/2004) i palestinesi morti sono stati 2776, gli israeliani 865, altre nazionalità 63...un mare di sangue come tenta di dirci Dror Feiler con la sua installazione "Biancaneve e la follia della verità"...

postato da sixty2 17:04 | commenti (1)

sabato, gennaio 17, 2004

l'anima di un luogo esiste anche se spesso è servita a quelle sciocche formiche che quel luogo abitano per vantare meriti impropri, esiste perchè condiziona e caratterizza con modalità proprie i suoi abitanti, e forse sarà l'unica cosa che la globalizzazione non riuscirà a distruggere, esportare o rendere bene commerciale; ce ne possiamo accorgere viaggiando, se appena scaviamo sotto la superficie e notiamo che i modi e le abitudini sono figlie del clima, della luce, dei cibi che lì crescono; il disagio contemporaneo è spesso non abitare un luogo ma solo la sovrastruttura che su quel luogo si è stratificata e che nell'ultimo secolo ha ignorato proprio il genius loci delle terre che profanava...penso ai templi buddisti o induisti assediati dall'ombra dei grattacieli di Singapore od Honk Kong ma forti della loro appartenenza ad una tradizione non sradicabile...forse la nostra grande adattabilità ci rende meno sicuri e più vulnerabili...debolezza e forza che ci permette di sopravvivere, ma appunto accontentandoci di una parzialità che non è armonia col suolo che calpestiamo...penso a quanto poco si conosce di ciò che ci circonda e che si riesce a riscoprire camminando, sentendo la fatica della distanza, dell'arrivare con le proprie forze ad una meta, metabolizzandone l'avvicinarsi; forse il grande problema è la fretta che ci divora nella paura di non riuscire a fare e conoscere abbastanza

postato da sixty2 18:14 | commenti

navigare a vista, aggiustando la rotta a seconda del vento, delle correnti, del tempo...potrebbe sembrare un modo molto sensato di programmare o perlomeno affrontare il futuro, la risposta liberista ai piani quinquennali...peccato che nessuno consapevolmente salirebbe su una nave così gestita...ma quando si è a bordo...!? forse è meglio stare dalle parti delle scialuppe!

postato da sixty2 16:07 | commenti

venerdì, gennaio 16, 2004

il problema non è se si sia fatto o meno il lifting, ma in quali condizioni (morali ed economiche) usciremo dal suo boudoir!

postato da sixty2 22:52 | commenti

ARTO PAASILINNA - L'anno della lepre - un'immersione nella dimensione spaziale filandese, dove l'uomo deve confrontarsi con la dimensione di una natura spesso ostile, ma regolata da precisi rapporti di forza e comunque meno gratuita dei rapporti tra umani; un testo lieve ma non leggero...mi ha ricordato il cinema di Aki Kaurismaki

postato da sixty2 15:49 | commenti

giovedì, gennaio 15, 2004

a proposito: la miglior battuta dopo quella di Pisanu...sul manifesto di oggi... Figurine: Arrestati due brigatisti, altre due figurine da appiccicare sull'album di famiglia. (jena)

postato da sixty2 21:56 | commenti (1)

siamo in pessima compagnia tra forza nuova (i fascisti di sempre) e amor patrio (i feticisti della bandiera), non ho osato un censimento ma mi ci sono imbattuto casualmente, e penso ce ne siano molti altri...che possiamo fa'? anche se per loro la democrazia è un'opinione e vale solo quando sanno di essere maggioranza, li lasciamo farneticare e pescare nel torbido dell'essere umano, servono a rammentarci la nostra stoltezza...d'altronde uno come Calderoli sta in parlamento...eletto democraticamente...ho voglia di rileggere Platone

postato da sixty2 21:41 | commenti (1)

quale è il vostro rapporto con il denaro, i soldi, gli "schei"? premetto una nota autobiografica: spendo in funzione di quanto ho in tasca, ma evito di prostituirmi per avere in tasca di più da spendere! evitando i luoghi comuni e le facili banalità, penso che superata la soglia del bisogno il rapporto con i soldi possa essere solo di due tipi: normale o patologico (niente giri di parole sul valore di "normale", penso che sia normale trasformare il proprio lavoro, manuale o intellettuale, in denaro entro un'oscillazione che valuti la difficoltà del lavoro, le responsabilità e le competenze necessarie...perciò gli stipendi di un bancario alla cassa, di un usciere al parlamento, di un croupier al casinò...sono sproporzionati al loro effettivo impegno e rapportati invece al flusso di denaro che vedono passargli davanti, e quindi funzionali ad un'anestetica onestà); purtroppo il nostro stile di vita che ha equiparato il successo alla disponibilità e all'esibizione delle merci ha traviato molti verso il bisogno patologico di realizzarsi e di misurare il mondo attraverso il denaro, arrivando all'assurdo che ormai misuriamo anche la povertà di buona parte del mondo in termini di guadagno giornaliero e non piuttosto di fruizione o meno di bisogni essenziali e non monetizzabili...come uscirne...forse cominciando a pretendere fermamente ciò che non può e non deve essere monetizzabile: salute e relative cure (è allucinante che si speculi sul costo dei farmaci), ambiente (nessuna svendita e privatizzazione del territorio), qualità della vita (pass e costo dei parcheggi barattato a scapito della salute dei cittadini)... visto il peso della moneta, un buon filosofo, che sapeva di economia come Marx, avrebbe sostituito il denaro alla religione come oppio dei popoli!

postato da sixty2 15:25 | commenti

mercoledì, gennaio 14, 2004

Art.3. Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e SONO EGUALI DAVANTI ALLA LEGGE, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. E' compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica e sociale del Paese. Art.27. LA RESPONSABILITA' PENALE E' PERSONALE. L'imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva. Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato. Non è ammessa la pena di morte, se non nei casi previsti dalle leggi militari di guerra. E' poca cosa essere perlomeno soddisfatti che una lotta di potere, ad alto livello, rispolveri il testo costituzionale per stoppare la facile e interessata manovra del governo e del suo conduttore di rendersi diverso, impermeabile e superiore, rispetto alle faccende, anche giudiziarie, di noi esseri comuni. L'interessato ricorda spesso che i suoi guai sono iniziati quando è entrato in politica (anche i nostri se è per quello), ma omette, con abilità, che senza le varie immunità e i ritardi che la sua vocazione patriottica ha comportato, avrebbe già subito condanne in via definitiva e probabilmente già impegnato la condizionale... quisquilie per uno che basa il suo carisma sull'immagine (e i debiti delle proprie società). A proposito di giustizia: quel simpatico signore che gli diede del BUFFONE ad una delle ultime udienze di cui si onorò di presenziare del processo SME è stato prosciolto dal reato di calunnia, perché il fatto non sussiste, trattandosi di un'opinione libera e personale.

postato da sixty2 15:54 | commenti

martedì, gennaio 13, 2004

dal manifesto di oggi: Guerra cieca di GIULIETTO CHIESA Dunque non solo non c'erano armi di distruzione di massa, ma avevano deciso di fare la guerra all'Iraq prima ancora di porsi il problema se vi fossero. Adesso sappiamo (da un premio Pulitzer del giornalismo, Ron Suskind, che ha raccolto la testimonianza di Paul O'Neill, ex segretario al tesoro Usa) che George W. Bush aveva cominciato a discutere su come fare la guerra «nei primi mesi del 2001». Cioè parecchio prima dell'11 di settembre. Cioè sappiamo che entrambi gli argomenti (armi di distruzione di massa e connessione con il terrorismo) che sono stati usati per preparare la guerra erano completamente falsi, inventati a priori. Erano i pretesti del lupo che ha deciso di mangiare l'agnello e che, bevendo l'acqua del ruscello a monte, accusa chi gli sta sotto di averla sporcata. Storia lurida, come luride sono le coscienze di tutti coloro che adesso tacciono. Se i direttori dei giornali e telegiornali che hanno dato credito alle menzogne del clan che ha occupato la Casa Bianca fossero persone decenti, dovrebbero dare alla smentita di oggi lo stesso spazio che diedero a quelle menzogne. Dovrebbero dire, anche, per esempio, che Tony Blair è un truffatore o un truffato (nella migliore - per lui - delle ipotesi) e non un «grande statista». Naturalmente non l'hanno fatto e non lo faranno. Della qual cosa non ci stupiremo perché li conosciamo. Non resta che usare tutte le forze di cui disponiamo, respingendo la nausea, per tirare le somme. Nella capitale della democrazia mondiale sta succedendo (è già successo) qualche cosa di tremendamente grave. Tanto grave che è difficile applicare ad esso il giudizio e il metro della politica. Noi siamo palesemente di fronte a comportamenti doppiamente criminali ai vertici dell'Amministrazione americana. Criminali perché organizzarono la guerra per motivi che ancora non rivelano. Criminali perché hanno ingannato consapevolmente gli americani e il mondo intero. Migliore spiegazione del perché rifiutano di accettare un tribunale penale internazionale non potrebbe esserci: ne temono, direttamente e personalmente, le conseguenze. Le rivelazioni di O'Neill, cioè di persona che è stata per oltre un anno in mezzo a quella banda, gettano luci inquietanti sui detentori del potere e anche sul modo con cui vi sono giunti. E, adesso, anche, di nuovo, sull'intera vicenda dell'11 settembre. Ecco perché il presidente - si fa per dire - non rivela, a oltre due anni di distanza, il contenuto esatto dei documenti che ricevette ai primi di agosto del 2001. Sappiamo solo, all'incirca, cosa contenevano (la previsione di un attacco sul territorio americano mediante aerei civili), ma non i dettagli. Ed è nei dettagli che si nasconde quel segreto terribile. Possiamo dubitare di queste rivelazioni? O'Neill è stato messo alla porta dal presidente Bush e potrebbe covare vendetta, ma Suskind ha scritto un libro, «Il prezzo della lealtà», che si basa su «migliaia di documenti, inclusi memorandum privati al presidente e trascrizioni delle riunioni del Consiglio di Sicurezza», tutti fornitigli da O'Neill, tutto materiale verificabile. E quando leggiamo che il presidente - si fa per dire - conduceva le riunioni del suo governo «come un cieco in una congrega di sordi» ci sembra di vedere, noi che non siamo né ciechi né sordi, che la squadra si è scelta un fantoccio ben manovrabile. Un re travicello, un imperatore cui si può ordinare d'incendiare il mondo. E su questo mondo ci siamo tutti. Ma ritorniamo a chiedere: cosa ci stanno a fare i nostri carabinieri laggiù, in Iraq? Cosa ci stanno a fare a Kabul? Che c'entra la nostra bandiera tricolore con i progetti sconsiderati, immorali e criminali di quel gruppo di sordi guidati da un cieco?

postato da sixty2 21:07 | commenti

l'arte contemporanea manifesta, in maniera evidente, la mancanza di un punto d'arrivo, l'assenza di uno scopo, la deriva dell'immaginario, la follia fatta ragione dopo le follie della ragione, il linguaggio che genera se stesso in assoluta libertà. Tanta forza può anche produrre un vuoto espressivo, così come l'iterazione sterile di concetti già espressi. Troppe possibilità possono indurre nell'artista quel senso di superiorità che determina la morte del suo messaggio. L'artista ha coscienza della vacuità di ciò che lo circonda, così come di ciò che produce, ma deve, sotto il peso responsabile di questa conoscenza, trasfigurare il reale in paradigmi di senso, segnare il quotidiano con la forza del suo messaggio, aprire visioni-emozioni al distratto spettatore contemporaneo.

postato da sixty2 15:32 | commenti

lunedì, gennaio 12, 2004

per chi non l'ha letto, sul manifesto di ieri: Surreality show di ALESSANDRO ROBECCHI Se vendessero i bond sulle cazzate, quello sì sarebbe un investimento certo, strumento finanziario di sicura riuscita: il comparto non è mai in crisi e anzi mostra impennate notevoli. Ora, a sentire le anticipazioni, dobbiamo aspettarci una recrudescenza dei «reality show», spettacolini televisivi basati sull'osservazione della cosiddetta vita reale, il che, in un paese in cui domina il surreale, pare assai fantasioso. Il dibattito impazza. Un prete vuole fare il Grande Fratello , il cardinal Tonini (chiesa cattolica) si scandalizza e il cardinal Confalonieri (Mediaset) pone il veto. Intanto ci becchiamo i vip che fingono di fare lavori normali, i finti fidanzati che si beccano come galline rimproverandosi scarsa produttività domestica e corna, per non dire dei morti di fama scaricati sull'isola (e poi, ahinoi, riportati indietro). Esattamente come per i bond-patacca non si può dire che sia una tendenza tutta italiana. In America usa il ribaltamento: si prendono rampolle ricche sfondate e le si fa lavorare in fattoria; in Gran Bretagna si mette gente in uno stanzone e, sotto l'occhio delle telecamere, si vede quanto resistono senza dormire. Ancora in America, l'idea migliore, una manciata di aspiranti capitalisti si mettono (sempre in diretta) al servizio del signor Trump, che gli affida vari incarichi nel campo dell'economia e della finanza: gli umani verranno licenziati uno a uno e gli squali - dopo aver dimostrato le loro apprezzabili doti di figli di puttana - verranno invece assunti in pianta stabile. E' forse il più «real» dei «reality show», quello che riproduce meglio la vita vera e il modo in cui gira il mondo. Ora si sa, prendersela con la tivù è partita persa e passatempo ozioso. Ma colpisce il cortocircuito delle parole, perché più si usa il termine «reale» per la fiction, e più diventa fiction la realtà. Basti, a conferma, l'osservazione di certi programmi impropriamente chiamati «telegiornali» dove si apre con il tempo (meno due gradi a Bolzano in gennaio? Pazzesco!), si prosegue con l'ultimo calendario con le tette, poi con i recenti amori del calciatore famoso, e si chiude con la passione dei giovani per i telefoni che fanno i filmini. Oplà, ecco garantito il pluralismo dell'informazione (e la prevalenza delle cazzate). Eppure di reality show, quelli veri, ci sarebbe un gran bisogno. Per esempio sarebbe divertente piazzare telecamere e microfoni a casa del tranviere, magari quando calcola che con un anno di stipendio può comprarsi sul mercato immobiliare milanese ben 1,6 metri quadrati di casa in periferia. Oppure riprendere - in diretta e senza trucchi - le prescrizioni mediche di un qualsiasi spogliatoio di una squadra di calcio, roba da far sembrare dilettanti pure quelli del cartello di Medellin. O ancora, spiare per il gusto del pubblico-voyeur, le chiacchiere in libertà in qualche cella del carcere di Parma, che in questi giorni pare la sede di un master in finanza creativa. Ogni tanto succede. Per esempio era un ottimo reality show quello di Report , in cui veri ferrovieri mostravano che la sicurezza sui treni è un costoso optional, una seccatura, che la loro busta paga è infarcita di trucchi e di straordinari. Grande successo di pubblico, ma non di critica, visto che le Ferrovie non hanno gradito, hanno licenziato i ferrovieri protagonisti e chiesto un sacco di soldi alla Rai, tanto per intimidire un po'. Stessa cosa per il reality show di Enrico Deaglio che ha osato fare qualche domanda al direttore dell' Economist : Sacrilegio! Ogni qualvolta si affaccia in tivù la vita vera, quella reale davvero, della gente normale, ecco l'alzata di scudi, l'accusa di faziosità, di attentato al pluralismo. Scomparse dagli schermi le massaie con la borsa della spesa, gli operai con il posto in bilico, i tranvieri incazzati, la famosa «piazza» insomma, eccoli tutti sostituiti con una «realtà» più comoda e funzionale al surrealismo corrente. In fondo è lo stesso meccanismo paraculo con cui si calcola l'inflazione ai tempi di Silvio e del colera: c'è la realtà «percepita», quella «reale» e quella «ufficiale», tranquillizzante come una sniffata di cloroformio. L'unica, alla fine, a cui è concesso di andare in onda senza censure.

postato da sixty2 11:24 | commenti (1)

massima solidarietà con gli autoferrotramvieri che ogni volta che scioperano ci rimettono parte dello stipendio e sono stufi di essere presi in giro con le elemosine; visto che l'informazione userà il malcontento degli utenti per emarginarli ancora di più rendendo impopolare la loro protesta ricordiamo che stanno chiedendo l'applicazione di un contratto già firmato due anni fa e mai attuato! tutti coloro che appiedati bestemmiano e inveiscono provino a pensare che in questo caso non sono solo le vittime di una contesa tra parti, ma parte in causa, sicuramente tra di loro, visti i risultati delle ultime elezioni, c'è un 50% di filogovernativi e quindi di sostenitori di un governo che passa il tempo a depenalizzare i reati che possono danneggiarlo e non affrontare i problemi concreti dei cittadini...l'Argentina non è poi così lontana...e inasprire lo scontro sociale arrivando a forme non controllate di protesta è strategia politica già conosciuta, già vista e che dovrebbe farci riflettere...

postato da sixty2 11:13 | commenti

Il tempo sembra passare. Il mondo accade, gli attimi si svolgono, e tu ti fermi a guardare un ragno attaccato alla ragnatela. C'è una luce nitida, un senso di cose delineate con precisione, strisce di lucentezza liquida sulla baia. In una giornata chiara e luminosa dopo un temporale, quando la più piccola delle foglie cadute è trafitta di consapevolezza, tu sai con maggiore sicurezza chi sei. Nel rumore di vento tra i pini il mondo viene alla luce, in modo irreversibile, e il ragno resta attaccato alla ragnatela agitata dal vento. Don Delillo - Body Art

postato da sixty2 09:30 | commenti

domenica, gennaio 11, 2004

ogni volta che sento parlare di girotondi mi viene in mente la carampana...o è perchè penso a delle carampane!?

postato da sixty2 21:48 | commenti

La fotografia è una sfida al tempo, ferma la luce per frazioni infinitesimali, permettendoci di riflettere sulla nostra finitezza, per aprire spazi alle storie, per dare all'ombra e alla luce la densità del reale. Più si è contemporanei più si ama la fotografia. Chi teme la fotografia teme, e non accetta, la propria finitezza.

postato da sixty2 17:56 | commenti

sabato, gennaio 10, 2004

giri giro tondo casca il mondo casca la terra tutti giù per terra

postato da sixty2 23:56 | commenti

you are not who you were The human body replaces 200 to 300 billion cells every day, a rate of about 200 million cells per minute! Incidentally, an adult is comprised of approximately 60 trillion cells. Indeed, without having done a thing, "you are not the same person you were yesterday!":-)

postato da sixty2 11:00 | commenti

venerdì, gennaio 09, 2004

c'è un solo modo di ricordare Norberto Bobbio, oltre l'indecente tentativo di parlarne in seconda battuta, o come figura del passato e non del presente, ricordando l'appello "Salviamo lo stato di Diritto", da lui promosso e sottoscritto alla vigilia delle elezioni del 2001: "E' necessario battere col voto la cosiddetta Casa delle libertà. Destra e sinistra non c'entrano: è in gioco la democrazia. Berlusconi ha dichiarato di voler riformare la prima parte della Costituzione, e cioè i valori fondamentali su cui poggia la repubblica italiana. Ha annunciato una legge che darebbe al Parlamento la facoltà di stabilire ogni anno la priorità dei reati da perseguire. Una tale legge subordinerebbe il potere giudiziario al potere politico, abbattendo così uno dei pilastri dello Stato di diritto. Oltre a ciò, Berlusconi, già più volte condannato e indagato, in Italia e all'estero, per reati diversi, fra cui uno riguardante la mafia, insulta i giudici e cerca di delegittimarli in tutti i modi, un fatto che non ha riscontri al mondo. Ma siamo ancora un Paese civile? Chi pensa ai propri affari economici e ai propri vantaggi fiscali governa malissimo: nei sette mesi del 1994 il governo Berlusconi dette una prova disastrosa. Gli innumerevoli conflitti d'interesse creerebbero ostacoli tremendi a un suo governo sia in Italia sia, ancora di più, in Europa. Le grandiose opere pubbliche promesse dalla Casa della libertà dovrebbero essere finanziate almeno in gran parte col debito pubblico, ciò che ci condurrebbe fuori dall'Europa. A coloro che, delusi dal centrosinistra, pensano di non andare a votare, diciamo: chi si astiene vota Berlusconi. Una vittoria della Casa delle libertà minerebbe le basi stesse della democrazia." Come è andata poi lo sappiamo e ciò che possiamo chiederci è "Ma siamo ancora un Paese civile?", forse sarebbe bene introdurre il concetto di relatività...ma questa è un'altra storia!

postato da sixty2 22:03 | commenti

c'è una riflessione che voglio allargare a degli ipotetici interlocutori, lettori casuali o sistematici di questo blog: perché quando parliamo o pensiamo al futuro, il primo pensiero è un'aspettativa positiva; non vorrei essere frainteso, ed è normale sperare che il tempo a venire si apra ai nostri desideri o investimenti, ma manca o è relegata tra le congetture minoritarie, e questa è la mia opinione, la consapevolezza che il futuro sarà un problema, nel senso del decadimento a cui noi andremo in contro...medicina e scienza lavorano ad allungarci la vita, ma i ritmi che stiamo tenendo non si conciliano con le prestazioni di un anziano; il mondo del lavoro a cui molti dovranno continuare a contribuire non e permeabile alle titubanze e incertezze o energie di una persona di più di sessant'anni...e ci arriveremo tutti e tutti dovremmo confrontarci con limiti fisici che ora solo immaginiamo o vediamo con inquietudine manifestarsi nei nostri genitori...nulla di nuovo, la biologia non è cambiata affatto dalla comparsa del genere umano ad oggi, ma lo stile e i modi di vita sì, e il grado di evoluzione della nostra cultura non può pensare di risolvere il problema con la speranza di un "parco ricambi" per gli organi in obsolescenza!, costruiamo aspettative per immortali tralasciando la nostra concreta finitezza...e male (malissimo) viviamo il nostro e altrui stop!

postato da sixty2 11:34 | commenti

giovedì, gennaio 08, 2004

nuovi codici? non è più possibile, o meglio non ha più senso, distinguere figurativo da astratto, non sono più termini tra loro antitetici, l’uno scivola nell’altro nella babele di segni e segnali che con incessante continuità arrivano ai nostri recettori visivi, spesso li separa la miopia dello sguardo, la vicinanza o la lontananza, in un riflesso di retini tipografici, e di pixel, che sono figura e pois, quanto la nostra vista, e non solo, chiede di rallentare, di sostare apprezzando la consistenza dei colori, la forza emotiva delle linee, la sensibilità delle superfici...in un tale contesto la pittura, intesa come colore e superfici impastate di colore proprio o aggiunto, diventa sosta semantica, pausa al caos, ordine ritagliato su di una tela, forma comunicante di emozioni che l’artista rende allo spettatore; la pennellata, la sovrapposizione, il grumo di colore assumono lo spessore del dialogo intimo, invitano ad apprezzare i particolari. a farsi trasportare dalle emozioni, a riempire i propri occhi di luci nuove, dure, provocatorie, ma mai banali, ci allenano ad apprezzare la molteplicità, ad abbandonare definitivamente le categorie, a vivere finalmente oltre gli schemi…nuovi linguaggi?

postato da sixty2 15:11 | commenti

mercoledì, gennaio 07, 2004

saluto stuporvacuo ( http://stupor-vacuo.splinder.it ) e convengo che, visto il livello, la TV è meglio lasciarla spenta, ad esclusione di rare, volute, eccezioni, ma rimango della "scuola" che bisogna sporcarsi le mani per poi poter criticare e sapere come è "formata" (modellare una cosa al fine di conferirle una forma definitiva) l'opinione pubblica e aggiungo il mio giudizio sul LA MEGLIO GIOVENTU': la considero un'operazione nostalgico-buonista che serve alla media intellighenzia borghese per autoassolversi dai propri (evidenti) fallimenti e far rientrare anni di cruda e sanguigna passione, impegno e lotta, nei recessi dello spontaneismo personale, della lacrima che lava anche le peggiori onte...grandi fanfare per poca sostanza (se Cannes non lo premiava forse ci sarebbe stato risparmiato)...d'altronde siamo stati abituati ad opere cinematografiche già pensate per il passaggio televisivo (possibilmente in prima serata) e quindi edulcorate, insapori e de'plastica! il fantasma finale che unisce cognata e fratello savio è edificante, un'autorizzazione new-age (altra malattia della "sinistra" sconfitta) a fotter(sene)!!!

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martedì, gennaio 06, 2004

E' sempre più deprimente il livello con cui veniamo condotti a formarci un'opinione attraverso l'informazione, in primo luogo quella telegiornalistica; prescindendo dalle fonti (anche se il cocktail che ci viene proposto conosce sempre i medesimi osti) il materiale che accompagna la notizia: titolo-immagini-commento, sono studiati e curati per farci trarre determinate conclusioni, per trovarci schierati, anche in modo più oltranzista, sulle posizioni che il potere assumerà...si chiama creare il consenso e democraticamente porta i nostri rappresentanti ad essere convinti di interpretare il volere della maggioranza, peccato che questa stessa maggioranza sia stata narcotizzata, sviata e disinformata da una martellante informazione parziale, filtrata e spesso falsa. In parole povere si gioca con le carte truccate. Provate ad immaginare un terremoto quale quello in Iran di 10 giorni fa nella ridente California...pensate che le immagini e le notizie sarebbero ridotte a macchietta: la vecchina ritrovata viva dopo giorni...altrimenti nulla...allo stato attuale siamo rimasti su una cifra di morti ufficiale di 50.000 unità, molti di più dei 140 francesi di ritorno dalle ferie al mare, ai quali possiamo sentirci più vicini, o a quello sfortunato turista inglese di cui si conosce nome, età, biografia, trovatosi al posto sbagliato nel momento sbagliato...assieme ad altre 49.999 ombre...

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lunedì, gennaio 05, 2004

La pittura è il più sperimentale dei media, a causa della sua semplice tecnologia e insieme alla sua immediatezza. Nel XX secolo specialmente, ha significato l'avanguardia delle idee e ha aperto la strada a differenti avventure filosofiche. Mi considero fortunato poiché riesco a dare vita alle mie ideee attraverso l'utilizzo di diversi media. Nonostante ciò, conosco bene le caratteristiche di ogni mezzo. Come filmmaker, apprezzo in modo barocco la materialità e le "eccitazioni" del mondo; come pittore, sono interessato alla ossatura e agli scheletri delle cose. il film è pienamente figurativo, la pittura no. il film lavora su uno sguardo consapevole dato per tempo e sequenza; la pittura tende a ricercare piani, diagrammi, mappe, ricette e schemi per capire meglio il fenomeno indagato...PETER GREENAWAY...il suo miglior film LO ZOO DI VENERE.

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domenica, gennaio 04, 2004

ALEX ZANOTELLI - Korogocho, ci si vergogna ad ascoltare la descrizione delle condizioni in cui molta umanità è portata a vivere, a livelli molto inferiori degli animali da noi allevati...un'umanità dolente e costretta alla povertà anche dal nostro, intangibile, tenore di vita...un richiamo a valori ormai offuscati nell'oblio in cui comodamente viviamo...una lettura che può accompagnare la visione di COSE DI QUESTO MONDO di Michael Winterbottom

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sabato, gennaio 03, 2004

CHUCK PALAHNIUK - Ninna Nanna, un plot che saltella tra il pop e il pulp per raccontarci con ironia (ed è la sua salvezza) un mondo di apparenze e pulsioni, di desideri assoluti e spregevoli istinti; una scrittura abile che anche se difficilmente si solleva oltre la sufficienza, ti costringe a continuare lasciandoti incollato al testo, fino a che non l'hai completato...tanta abilità narrativa meriterebbe altri orizzonti o sono io a non accontentarmi di qualcosa di troppo popolare!

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DBC PIERRE - Vernon God Little, l'atmosfera mi ha ricordato il giovane Holden, ma il contesto e la scrittura erano altre, forse per il sottile e spietato umorismo, nero, in odor di putrefazione che permeava la narrazione; un'opera comunque interessante, a suo modo spietata e senza speranza che descrive al vetriolo la middle-class della periferia americana, creature televisive in carne ed ossa, la cui personale fiction si chiama quotidiano!

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venerdì, gennaio 02, 2004

Su una spianata di neve c'è un pupazzo danzante. Si può stare a guardarlo per ore, come si guarda la fiamma che arde in un camino. Guardarlo e ascoltarlo, perché la sua danza racconta tutte le favole dell'anno vecchio e nuovo. E' colorato, giallo e arancione, è alto e leggero, ha lunghe braccia e gambe su un corpo sottile e un volto ilare sotto un cappuccio. E' fatto d'aria che gonfia il suo involucro elastico e sbilenco e si nutre di vento. E' un grande ballerino e il vento è la sua musica. E' ancorato al terreno come la fiamma al ciocco che vibra e ombreggia frenetico. Il vento lo abbatte sulla neve ma subito guizza in alto di nuovo, i suoi tentacoli colorati si agitano in ogni direzione, si snoda all'indietro e si inchina in avanti come nessun contorsionista. Sembra una figura volante inventata da Léger, una pennellata fuggita da un dipinto di Kandinsky. E' una metafora di qualcosa ma non si sa di cosa, dipende dal vento e dalla fantasia. E' un poliglotta, la sua loquacità mi fa impallidire, le favole che racconta sono più delle mille e una notte, e ogni sua movenza è un'immagine suggerita. Danzando resta fermo nello stesso punto. Somiglia al corso e al vocio della storia, tumultuoso e immobile, sempre uguale nel bene e nel male, la vita media che durava vent'anni e ne durerà novanta una guerra dopo l'altra. Cade e risorge inesausto e avventuroso adattandosi al vento che tira e agitando ogni fibra per afferrare l'attimo fuggente e la buona occasione contro ogni avversità. E' sorridente e ironico e sembra voler dire che ne vale la pena.....................Luigi Pintor, qualche capodanno fa. Il desiderio di luce nella consapevolezza del grigio che ci circonda...il lucido e aspro pensiero di un uomo meno prigioniero di altri, se non di un destino ugualmente tragico...un ricordo affettuoso.

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giovedì, gennaio 01, 2004

che fine ha fatto Eltsin...qualcuno se ne ricorda ancora?...è sceso dal palcoscenico il primo gennaio 2000 ed è stato inghiottito dalla grande Russia che per un po' ha diretto (o è stato lasciato dirigere); lo davano per mortente, ma non mi risulta sia stato sopraffatto dal troppo bere; si è fatto da parte, intuendo cosa gli sarebbe potuto succedere altrimenti, passando lo scettro a quell'abile giocoliere dei servizi e delle nuove oligarchie di nome Putin, grande amico di un altro circense nostrano...il tempo trascorso lo rende più cechoviano e meno antipatico e arrogante di come ce lo ricordavamo: nello zittire Gorbaciov o nel cannoneggiare il parlamento...l'impero sovietico...che ne rimane se non le facce ormai familiari di quelle donne che ci aiutano a continuare una vita di corsa accudendo ai nostri vecchi, di cui sappiamo poco o nulla, i nostri "nemici" di ieri, i nostri "schiavi" di oggi...quanta umanità bisognosa di un nuovo Solgenitzin che la narri, di un redivivo Dostoevskij che ci illumini i loro volti e la dannazione atavica che li anima...rendendo meno insipida anche la nostra laccata (leccata!) esistenza

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