sabato, dicembre 31, 2005
il proibizionismo è nel loro DNA!
ecco su cosa ci arrovelliamo: un secondo in più o in meno...difronte all'eternità! da La Stampa di ieri: "Capodanno ci regala un secondo di Piero Bianucci - Il tempo si fermerà per un secondo tra la fine del 2005 e l’inizio del 2006. Succederà a mezzanotte in Gran Bretagna, all’una in Italia, e in tutti i Paesi del mondo in funzione del loro fuso orario. Un secondo in più che i custodi del tempo ci regalano non per favorire il brindisi di Capodanno ma per mettere d’accordo la rotazione della Terra con gli orologi atomici. Perché la Terra è una trottola capricciosa: può succedere che il suo periodo di rotazione accumuli lo scarto di un secondo nell’arco di appena 12 mesi. Invece gli orologi atomici al cesio sono ormai quasi perfetti. I più precisi oggi sul mercato per accumulare l’errore di un secondo impiegherebbero tre milioni di anni: e la scala del tempo atomico è basata sul confronto tra i 230 migliori orologi dei 60 laboratori più accreditati nel mondo. Come tutti i capricci, anche quelli della rotazione terrestre sono imprevedibili. Tendenzialmente, la Terra rallenta a causa dell’attrito delle maree prodotte dall’attrazione della Luna e del Sole, e in media il ritardo è di un secondo ogni 18 mesi. Ma ci sono anche periodi in cui il nostro pianeta accelera, con oscillazioni stagionali sovrapposte ad altre del tutto caotiche. Dal 1960, cioè da quando gli orologi atomici hanno raggiunto la maturità tecnologica, la Terra ha perso più di mezzo minuto. Quello di questa notte sarà il trentatreesimo secondo che viene aggiunto per mantenere al passo orologi atomici e rotazione del pianeta. L’ultima volta che si è inserito il secondo aggiuntivo risale però al 1999. Dunque per sei anni la Terra ha rallentato di meno rispetto ai quattro decenni precedenti, quando si doveva fare una correzione ogni anno e mezzo. Un fatto difficilmente spiegabile. Forse dipende dallo spostamento di masse verso il nucleo del pianeta. Una pattinatrice che giri su se stessa, accelera la sua rotazione accostando le braccia al corpo. Il concentrarsi di materia nelle profondità della Terra produce un effetto identico, accorciando le giornate. Si direbbe che per sei anni un fenomeno di questo tipo sia stato quasi sufficiente a compensare il rallentamento dovuto alle maree. Ma l’arresto per un secondo delle lancette degli orologi questa volta avrà un significato speciale non soltanto perché arriva dopo una pausa relativamente lunga. Il Bureau International des Poids et des Mésures di Parigi, responsabile della gestione del tempo a livello mondiale, ha diffuso una circolare chiedendo a tutti gli enti pubblici e privati di segnalare eventuali disguidi dovuti al secondo aggiuntivo. Il rappresentante degli Stati Uniti, infatti, sostiene che questi adattamenti del tempo atomico al tempo di rotazione terrestre causano rischi per la navigazione aerea che utilizza sistemi di navigazione satellitari e malfunzionamenti delle telecomunicazioni e dei computer. In realtà nel 1999 solo il sistema di navigazione satellitare russo, il Glonass, fu disturbato dal secondo aggiuntivo. Ma gli Usa calcano la mano sul problema e propongono di intervenire con la correzione non quando si accumula un secondo di differenza ma quando si raggiunge un’ora (il che si verificherebbe ogni 4-5 secoli). Soluzione che però avrebbe il difetto di sfasare notevolmente l’ora atomica ufficiale rispetto a quella naturale legata all’alternarsi del giorno e della notte. Per questo la maggioranza dei Paesi, Italia inclusa, non sembra favorevole alla proposta americana. Chi sarà, nella notte di Capodanno, a fermare il tempo? «Nessuno, né a Parigi né a Londra né in Italia - spiega Franco Cordara, responsabile degli orologi atomici dell’Istituto elettrotecnico nazionale “Galileo Ferraris”, con sede a Torino -. L’inserimento è già programmato e avverrà automaticamente. Nel nostro Istituto ci sarà soltanto il tecnico di turno. Non è più come una volta, quando mangiavamo il panettone e brindavamo nella sala degli orologi». Anche in questo campo, si risparmia sulla manodopera.
venerdì, dicembre 30, 2005
Dispiace dirlo ma stavolta Paolo Mieli ha commesso un errore di grammatica professionale: Berlusconi indagato per corruzione non è una notizia. (Jena)
giovedì, dicembre 29, 2005
milano da bere: Stile Milano di ALESSANDRO ROBECCHI (il manifesto del 28/12) Dopo centoquaranta giorni in un anno sopra le soglie massime dell'inquinamento, Milano stabilisce un record assoluto: è l'unico posto al mondo dove, per legge, non si potrebbe respirare per un giorno ogni tre. La scarsa ossigenazione al cervello ha indotto il sindaco a inviare a ogni cittadino (a spese di ogni cittadino) un opuscolo che parla di «Milano città verde». I danni cerebrali insomma, paiono incalcolabili. Dunque sarà stato il nervosismo indotto dalle polveri sottili (non posso immaginare altra patologia) a far scattare uno sgombero il 27 dicembre, quando la retorica del santo natale già si avvia alla raccolta differenziata. L'urgenza di cacciare gli occupanti da uno stabile che era vuoto da anni, dimenticato e diroccato, in una zona dove un metroquadro costa diecimila euro è sembrata così improrogabile e necessaria da passare alle vie di fatto ancora con il panettone in mano. Milano, città efficiente. a destra plaude per l'ordine ristabilito, la sinistra chissà dov'è, in coma post-prandiale, o ha staccato il telefono. C'è Dario Fo, e del prefetto Ferrante nemmeno un'eco lontana, pare proprio di essere a Milano. A dire il vero i ds hanno preso posizione nei giorni scorsi: per sgridare Dario Fo. In effetti, ora che me lo riguardo, nell'elegante e costoso opuscolo del sindaco, che peraltro ho pagato io, una casa per cento rifugiati politici eritrei, etiopi, sudanesi non c'è. Ci sono i grattacieli fatti col computer, i parchi, gli asili nido, i servizi al cittadino, tutto disegnato a matita. E' una cosa bellissima, si può dire che il sindaco di Milano è il più grande disegnatore a pastelli di parchi che esiste. Ma una casa per cento rifugiati politici non c'è. Ho guardato bene, tutte le pagine. Niente. Forse come milanesi non possiamo permettercela, per forza! spenderemo tutto in grattacieli! I cento di via Lecco, poi, sono tristemente noti alle cronache per un motivo davvero inconfessabile, che chi governa Milano non può digerire né tollerare. Cioè non sono clandestini, hanno un regolare permesso di soggiorno, il nostro paese ha magnanimamente riconosciuto che a casa loro sarebbero in galera, o peggio, e dunque gli ha aperto le porte. Suprema disdetta: non si possono affondare in mare (e nemmeno nella darsena del Naviglio, perché ci stanno facendo un parcheggio), e non si possono deportare come si fa con gli altri, non si può chiuderli in via Corelli, né rastrellarli per le strade. E persino il motto dei leghisti-compassionevoli (aiutiamoli a casa loro) in questo caso non funziona, a meno di non andare a convincere il boia. Insomma, i cento di via Lecco sono stranieri in regola, quindi non si può sfruttarli troppo, né ricattarli, e con questo non aiutano nemmeno il fiorente mercato paraschiavistico che fiorisce in città. Sono anche tosti, abbastanza giovani, politicamente avvertiti. Quindi, pericolosi, gente che può entrare con la gomma a cancellare i disegnini sull'opuscolo del sindaco. Ed ecco dunque lo sgombero. Era così urgente? Certo che no, e anzi la mossa è piuttosto cretina: sgomberare cento persone che hanno diritto di stare qui senza un'alternativa, un posto, una sistemazione che risolva il problema è manifestamente una cazzata. Ma sindaco, vicesindaco, assessori, consiglieri e giù giù (ma proprio giù) fino a Tiziana Maiolo non sembrano curarsene. Forse via Lecco, a ridosso del vecchio Lazzaretto della peste manzoniana, e proprio dietro l'impero dei commercianti orfani di Billé (corso Buenos Ayres) è considerata troppo centrale per un'occupazione. Però va detto: nell'opuscolo su quanto è bella, saggia, verde e ben governata Milano (praticamente un dépliant di fantascienza), un posto per quei cento di via Lecco non c'è, nemmeno in periferia (e anzi, non ci sono nemmeno, le periferie). Non si capisce se la propaganda del peggior sindaco che Milano abbia mai avuto sia la città che ci promettono, o se la città di oggi deve urgentemente assomigliare alla propaganda, nel qual caso i cento di via Lecco sono di troppo. Le umanissime aperture del governo cittadino ci sono state, per la verità: qualche container, che non è il massimo né per l'umido né per la dignità. E poi basta, spiacenti, Milano di più non può offrire. La sua specializzazione è ormai essere pura fiction, puro plasticoso prodottino Mediaset: finti i parchi, finte le foto di una giovanissima e ritoccatissima Moratti che riempiono la città, finto, e per sempre, il sogno ipermoderno (e finta pure l'opposizione). Di vero rimane che un giorno su tre non si può respirare. E cento esuli politici sgomberati, a cui gli illuminati amministratori consigliano di «andare a dormire a casa di Dario Fo». Stile Milano.
mercoledì, dicembre 28, 2005
"Il Pontefice ha ricordato che l'embrione è descritto nella Bibbia come "una piccola realtà ovale, arrotolata, ma sulla quale si pone già lo sguardo benevolo e amoroso degli occhi di Dio"."....forse ai tempi della Bibbia pensavano all'embrione come ad un fagiolo, o un qualunque seme, perchè non penso andassero molto oltre come conoscenze scientifiche! "Per la Bibbia, ha proseguito Benedetto XVI, "di quell'embrione ancora informe, Dio vede già tutto il futuro: nel libro della vita del Signore già sono scritti i giorni che quella creatura vivrà e colmerà di opere durante la sua esistenza terrena"."....una tale affermazione contraddice il libero arbitrio, grande alibi con cui la chiesa ha scansato tutte le ipotetiche malvagità divine, ma accusa dio di un gusto perverso e cattivo, visto che gli è già dato conoscere sorte, destino e azioni di ognuno di noi...vabbè che siamo in periodo natalizio ma anche le favole richiedono una loro congruenza!
due pesi e tre misure! (de amnistia)
martedì, dicembre 27, 2005
Prima di decidere sull'amnistia, Berlusconi ha chiesto ai suoi collaboratori di informarlo su tutti i dettagli: quanti detenuti usciranno dal carcere, per quali reati sono stati condannati, se sono ancora socialmente pericolosi e soprattutto per chi voteranno il 9 aprile. (Jena)
lunedì, dicembre 26, 2005
dopo la mancata elezione di Whea in Liberia, dell'Africa è ripreso l'oblio!
la parola di oggi è tsunami...da domani si riprende a ripetere indifferenza...(il kashmire è tornato ad essere una lana pregiata non un luogo dove di recente sono morte 90000 persone e miglioni sopravvivono a stento)
domenica, dicembre 25, 2005
il Natale religiosamente parlando mi lascia indifferente, e tutto il resto conferma la mia scarsa stima per il genere a cui appartengo, vi auguro comunque una serena giornata!
sabato, dicembre 24, 2005
Warhol for Christmas
venerdì, dicembre 23, 2005
"Sono fascista ma non un razzista" Di Canio si difende dalle accuse... che i calciatori fossero poco intelligenti si sapeva, ma con gli ingaggi che hanno potrebbero pagarsi avvocati migliori, che almeno li consigliassero a stare zitti!
a chi va a NY per le feste consiglio Rauschenberg
giovedì, dicembre 22, 2005
un buon Ceronetti sulla TAV
mercoledì, dicembre 21, 2005
se vi interessa ho due biglietti gratis per i viaggi inaugurali!! " "E il Cavaliere si fermò ad Afragola di ALBERTO STATERA Con che faccia il presidente del Consiglio avrebbe potuto inaugurare oggi in pompa magna l'Alta Velocità tra Roma e Napoli, dopo il grave incidente ferroviario di Roccasecca, proprio sulla direttrice Sud? Così, l'evento a lungo annunciato, cui avrebbero dovuto partecipare anche i ministri Pietro Lunardi e Giulio Tremonti, in una sorta di inaugurazione della campagna elettorale all'insegna del motto berlusconiano "Io sto cambiando l'Italia", è stato annullato all'ultimo momento. Perché sembra che purtroppo l'Italia non cambi mai, persa tra sogni di Grandi Opere, di tecnologie, di piramidi infrastrutturali, di velocità supersoniche, di miliardi di euro mostrati sulla carta in diretta televisiva e, nella realtà, di carrozze ferroviarie piene di zecche, se non di scorpioni, che si accartocciano facendo morti e feriti oltre un semaforo rosso. Se oggi fosse riuscito a tagliare il nastro della prima "opera di regime" giunta, secondo lui, a compimento, se a Roccasecca non si fosse accartocciato quel treno di viaggiatori a Bassa Velocità, Silvio Berlusconi non si sarebbe fermato a Eboli, ma un po' più a nord, ad Afragola. E' lì, nella cittadina campana che ridente non si può dire, nonostante abbia dato i natali ad afragolesi illustri come Domenico De Stelleopardis, superiore provinciale dei Domenicani nel Regno delle Due Sicilie, e a Luigi Ciaramella, il podestà fascista più longevo d'Italia, che c'è il "nodo finale". E' lì che il sogno dell'Alta Velocità diventa, more solito, Alta Lentezza, che sarebbe persino tollerabile se non facesse morti e feriti. Da Afragola a Napoli si va piano piano. La Ferrari Colosseo-Vesuvio su rotaie, che in campagna elettorale avrebbe dovuto essere un cavallo di battaglia, la prova del motto "sto cambiando l'Italia", il motto che lunedì sera il Berlusconi furioso non è riuscito a dimostrare a "Porta a Porta", nonostante i "foglietti" contenenti su carta le Grandi Opere e gli "aiutini" del bravo presentatore, rimane il sogno o lo spot che di volta in volta s'infrange su vecchie tradotte sventrate, su inchieste ordinate dai ministri che non si concludono mai. Errore umano o guasto meccanico? Ad Afragola, il "nodo finale" è la stazione "a ponte", disegnata dall'architetto Zaha Hadid. Semplicemente, non c'è. Se tutto va bene sarà pronta tra il 2008 e il 2010, ma tra imprevisti, aggiornamento-costi e camorra, è piuttosto difficile. Ergo, la Ferrari su rotaia immatricolata dal ministro delle Infrastrutture Pietro Lunardi, notoriamente più veloce di parola che di pensiero, s'imballa e diventa una Fiat 500 prima serie, quelle con gli sportelli che si aprivano controvento, a Gricignano, 19,6 chilometri a nord di Napoli. Luca Montezemolo, poveretto, non può fare sempre lo scettico blu e così ha avallato, nel viaggio di prova di qualche giorno fa, la felice immagine del ministro detto il "Talpa", per la passione quasi erotica che nutre per le gallerie, della Ferrari da 300 chilometri all'ora. Ma, ahimè, non c'è solo il "nodo finale" di Afragola, c'è anche un "nodo iniziale". Montezemolo abita ai Parioli e per provare l'ebbrezza della Ferrari su rotaia dovrà spingere l'acceleratore tra i pendolari della "Fr2", la ferrovia normale che collega Roma a Tivoli, perché la stazione "a ponte" di Roma Tiburtina, disegnata dall'architetto Paolo Desideri, non c'è. Stamane, se tutto fosse andato bene e se a Roccasecca quel treno normalissimo non si fosse schiantato, Berlusconi avrebbe impiegato un'ora e 27 minuti per andare da Roma a Napoli, una ventina di minuti in meno di quanto ci hanno sempre messo i pendolari dai primi del Novecento in poi. "Se tutto fosse andato bene". Perché un gruppo di senatori del Centrosinistra guidati da Luigi Zanda, sicuramente non berlusconiani, ma preparati e tutt'altro che menagrami, era assai preoccupato per l'incolumità del cinquantadue per cento del governo in carica (cinquanta Berlusconi, il resto i due ministri) e per i prossimi normali viaggiatori, causa "la drastica riduzione del pre-esercizio", decisa per consentire al premier di inaugurare prima delle elezioni almeno una delle Grandi Opere così assertivamente e incautamente promesse. Il pre-esercizio è, in sostanza, il periodo di prova e di collaudo della nuova ferrovia, ridotto da sei mesi a un solo mese, per non andare oltre le elezioni, previste per il 9 aprile prossimo, in modo da fare dell'Alta Velocità Roma-Napoli l'epitome dell'"Italia che (Berlusconi) cambia". La prova su rotaia che mentono quegli istituti scientifici che calcolano nello 0,03 per cento (fonte Cresme) la realizzazione effettivamente ultimata delle opere degne dei faraoni promesse da Berlusconi cinque anni fa in diretta televisiva. I sistemi di sicurezza, mai sperimentati prima, funzioneranno a 300 all'ora, se non funzionano neanche quelli tradizionali a pochi chilometri all'ora, come fa sospettare l'incidente di Roccasecca? Si vedranno i semafori rossi? E che succederà tra il chilometro 178 e 192, tra Pastorano, Capua e Santa Maria La Fossa, dove sono segnalati cedimenti? Per non dire delle barriere antirumore, che sembra siano un po' instabili. Sicuri che non precipiteranno sulla Ferrari da 300 all'ora? Dio ci scampi, la tecnologia è indiscutibile, se ben sperimentata può probabilmente evitare incidenti come quello di ieri. Ma i trenta e più senatori che prima dell'incidente di Roccasecca ponevano un problema di sicurezza dell'Alta Velocità, denunciando la fretta di un'inaugurazione prematura ed elettoralistica, guastando la festa infrastrutturale di Berlusconi, pongono anche qualche altro interrogativo di buonsenso. Quanto è costata, per dire, l'Alta Velocità Roma-Napoli fino al "nodo finale" di Afragola, mentre le Ferrovie sono sull'orlo del fallimento, non riescono a fare manutenzione e a garantire la sicurezza neanche sulle linee-lumaca? Quanto sono lievitati i costi dal 1991 ad oggi? Qual è stato il reale costo per metro? Di più o di meno rispetto ad analoghe opere in Francia, Spagna e Germania? Vale la pena di guadagnare venti piccoli minuti tra Roma e Napoli, quando a Roccasecca ci si schianta nei pressi di una stazione? I conti sono fermi a dieci anni fa, quando l'ex giudice Ferdinando Imposimato, in una relazione alla Commissione Antimafia, quantificò in diecimila miliardi di lire la torta della camorra, entrata nel business con i subappalti sulla Roma-Napoli. Una torta così suddivisa: sei decimi ai partiti, tutti tranne Rifondazione comunista e la Lega, quattro decimi a camorristi, affaristi e faccendieri vari. L'album di famiglia, tutto intero, di Tangentopoli. Ma erano briciole. La nuova contabilità è ignota, non c'è aggiornamento attuariale, ci sono lire non euro. Quel che conta oggi è il taglio dei nastri, quello 0,01 di Grandi Opere (quasi) completate dal governo Berlusconi, mentre tutta l'Italia viaggia a un solo binario e talvolta rischia la vita in un vagone accartocciato.
martedì, dicembre 20, 2005
"Vi ricordate quella famosa foto di Fazio che regala una moneta a un mendicante? Bene, ieri il mendicante gliel’ha restituita" Jena
lunedì, dicembre 19, 2005
"Sa come sono fatto io, volevo tornare a Torino per rassicurare i miei familiari. Perché io non mollo. Perché anche quando sono riusciti a sottrarmi alla furia di quei pazzi, mi sono messo a urlare: “Viva la Lega, viva la Padania, viva Bossi”». Fatto sta che lei, salì su quel treno, nonostante i carabinieri l'avessero sconsigliata. «Non me lo avevano sconsigliato. Mi hanno soltanto detto che a Porta Susa sarebbero saliti anche molti dei manifestanti. Ho risposto che sarei salito ugualmente, sono un libero cittadino e ho diritto di circolare. Certo se avessi immaginato che sarebbero saliti in 400, non lo avrei fatto. Non sono un provocatore di professione come potrebbe fare intendere la battuta del ministro Pisanu». Borghezio è idiota, è risaputo e per questo era da evitare qualunque aggressione (se è andata come racconta, cosa su cui molti hanno dei dubbi, lo comprova come i media abbiano defilato la notizia), ma bisognava cancellare una manifestazione pacifica di 30000 persone che "purtroppo" non avevano messo a ferro e fuoco una città! E Borghezio era la persona giusta da mettere al posto sbagliato!!
domenica, dicembre 18, 2005
italiani all'estero
sabato, dicembre 17, 2005
come farsi fregare una scultura di due tonnellate!
Zia Letizia si mette in comune di Marco Belpoliti (da La Stampa di oggi) ECCOLO lì, poco più in alto della fermata del tram: uno stendardo sospeso. Non l’ho riconosciuta subito, per via del lifting da Photoshop - niente rughe, niente macchie, niente ombre sul viso, solo un largo sorriso - ma a fianco c’è il nome: Letizia Moratti. Quello che fino a qualche settimana fa era solo il fantasma di un candidato, meglio: della candidata, di colpo si è materializzato sui piloni di Milano. Nottetempo attacchini armati di scale hanno issato i gonfaloni in posizioni elevate: «Letizia Moratti sindaco». Lo slogan, studiato da qualche astuto pubblicitario, è esplicativo: «Mettiamoci in comune». Mentre aspettavo il tram che non arriva mai - il traffico natalizio impazza - mi sono chiesto: ma se ne saranno accorti del lapsus? Oppure no, è tutto deliberato? «Mettiamoci in comune» (dove la c è volutamente minuscola, ma vale come maiuscola), non va letto solo come: «Mettiamoci insieme», ma anche «ci mettiamo in Comune». Dall'avverbio al pronome. Ma chi si mette lì? Piero Bassetti, antico presidente della Regione, democristiano riformatore, discendente di una famosa schiatta di imprenditori lombardi, l’altro ieri in un’intervista l’ha spiegato: Letizia Moratti appartiene alla «cupola dei poteri forti», il che tradotto significa a quel ristretto ceto di persone che detiene il potere economico della città. Sono loro che si metteranno in Comune (quello con la maiuscola), senza mettere altro in comune (con la minuscola)? Chissà se Milano è davvero disposta a consegnare se stessa a chi già gestisce uno dei suoi poteri? Sul manifesto Zia Letizia ha cercato di scacciare l'immagine di donna fredda: sorride, ringiovanisce; durante la conferenza stampa di presentazione si è persino tolta il tailleur solito e si è presentata in maglioncino e gonna amaranto; ha anche fatto proprio il titolo di un libro di Alberto Savinio per mobilitare il cuore («Ascolto il tuo cuore, Milano»), tuttavia non le sarà facile far dimenticare il suo blasone. La mossa dei pubblicitari è quella di giocare all’attacco: fargli indossare la fascia di sindaco (in bella vista sul manifesto elettorale) senza toccare la dotazione nobiliare. Un attributo in più da collocare sul suo abito di signora per bene, che è già ricca di suo, che suggerisce fiducia, anche se poi non suscita passioni. La campagna elettorale comincia d’inverno ma termina a primavera, tenere ibernata Zia Letizia per tanto tempo, giovane e fresca, non sarà un compito facile, neppure per i maghi della pubblicità.
venerdì, dicembre 16, 2005
giovedì, dicembre 15, 2005
quando si passano venti minuti in attesa di un commesso disponibile per l'acquisto di un semplice cellulare e si osserva l'umanità intenta ad approfittare delle offerte e delle promozioni con eccessiva solerzia si pensa: ma forse il Silvio ha ragione, o è vero che ci meritiamo proprio Lui!?
mercoledì, dicembre 14, 2005
"Il Parlamento europeo ha approvato oggi in via definitiva, ricorrendo al compromesso con il Consiglio, la direttiva per la conservazione dei dati telefonici e internet. Con la nuova normativa i 25 paesi dell'Unione si sono dati regole comuni per conservare ed utilizzare - nella lotta al terrorismo - i dati di telefonate, sms e comunicazioni via web." La libertà in una strisciolina di carta che poi mi mangio!
martedì, dicembre 13, 2005
desidero sentire, o leggere, Giuliano Ferrara difendere una nazione che pratica la pena di morte, il genocidio, e l'arroganza senza il minimo dubbio, e lo fa per noi, per la nostra libertà...se penso a Stanley 'Tookie' Williams che ha agonizzato per 22 minuti, poco meno degli anni in cui è stato recluso in un braccio della morte, credo che sia legittimo pensare che gli Stati Uniti siano un modello...da evitare!
un ipertrofico culturista che ancora sta smaltendo gli anabolizzanti assunti in carriera, un attorucolo di B-movie, il governatore macho dello stato americano più progressista...la trinità della stupidita gringos non firma la sospensione della pena capitale ad un omicida che ha già scontato trent'anni di galera e ha avuto modo con il suo comportamento di dimostrare di aver capito e espiato il suo crimine...chi verrà giustiziato è un'altra persona rispetto al riot boy incriminato...solo un particolare non è cambiato: è rimasto un negro!
lunedì, dicembre 12, 2005
remember: Milano, una piazza, una banca, molti anni fa...oggi
Art Basel Miami Beach, mescolare e servire!
domenica, dicembre 11, 2005
la notizia più ghiotta della giornata è che riusciamo a fare danni a noi stessi anche senza che qualche fanatico decida di darci una mano...ma non sarebbe una novità!!
sabato, dicembre 10, 2005
una pianta, un mazzo di fiori, ciò che più si avvicina alla natura nel nostro quotidiano, impacchettati in tre strati di lucente plastica, infiocchettati con altri orpelli...trasformati in veicoli di rifiuti irriciclabili...buona parte della nostra decadenza sta in tale accumulo di superfluo!
venerdì, dicembre 09, 2005
lo sciopero dei giornalisti limita la quantità di sciocchezze in circolazione molto più di quanto limiti la nostra libertà d'informazione!
giovedì, dicembre 08, 2005
quando sento Berlusconi dire che "La Tav è un'opera irrinunciabile" penso ad altri politici che all'epoca del Vaiont pronunciavano le stesse identiche parole...
il Turner Prize ha sempre consacrato un artista che poi ha avuto modo di confermare il suo valore; va anche aggiunto che questa edizione non presentava eccessive incertezze sul possibile vincitore, unica seria antagonista a Simon Starling era Gillian Carnegie: perchè unica concorrente donna e perchè unicamente pittrice, due "minorità" che potevano fare la differenza; gli altri concorrenti non aggiungevano nulla di nuovo, ed emozionante, al già visto e conosciuto: Darren Almond con i suoi video e Jim Lambie con le sue installazioni e sculture a cavallo tra l'iperpop e l'optical...
mercoledì, dicembre 07, 2005
Simon Starling, the winner!
martedì, dicembre 06, 2005
sulla TAV e sulla Val di Susa si sta giocando la credibilità di un governo debole e quindi tutto è possibile, in peggio
lo avevo già eletto vincitore il 1 novembre, oggi la mia previsione è confermata
lunedì, dicembre 05, 2005
i nostrani giornalisti tra qualche giorno sciopereranno, poverini, difendono il nostro diritto ad essere informati...peccato che spesso invece d'informare si limitino a riempire gli spazi assegnati con "notizie" vecchie di un anno...controllare per credere: qui e qui
nei paesi di più matura democrazia e di mancanza di vescovi in ogni dove, ad esclusione che sull'altare, ci si può decidere il patner con cui dividere le rispettive aspettative ed essere tutelati dalla legge, senza obblighi procreativi...nei paesi in cui il sacro è qualcosa di più serio delle bagatelle moraleggianti!
domenica, dicembre 04, 2005
il reazionario sussulto della religione (oppio dei popoli, come giustamente un filosofo ha detto) è segno di de-evolution, di negazione dell'evidenza della scienza, e del sapere che sa spiegare molte cose, sicuramente non tutte, e allora? il credo non spiega nulla se non chiedere un atto di fede...
Ratzinger ha ragione: la religione è messa in grave difficoltà dall'aumento della cultura e dalla diffusione del dubbio, ma troppo facile sostenere il nulla e criticare chi lo descrive per ciò che è...N...U...L...L...A...!
sabato, dicembre 03, 2005
Darwin o progetto intelligente? senza dubbio Darwin , se non altro perchè nell'altra ipotesi prevale l'idiozia piuttosto che l'intelligenza! e quindi per i suoi sostenitori un autogol colossale!!
venerdì, dicembre 02, 2005
un consiglio a tutti i ladri: vista la stupidità dilagante e il cattivo gusto imperante, compratevi una tuta da Babbo Natale e avvicinatevi furtivamente alle abitazioni che avete scelto di derubare; se sopraggiungono arrivi improvvisi (mentre state provando a scavalcare il poggiolo, o alzare la tapparella) immobilizzatevi, sembrerete identici ai numerosi sosia che i buontemponi appiccicano alle loro kitchissime dimore!
giovedì, dicembre 01, 2005
fonte NYT "Washington paga la stampa irachena. - Il Pentagono ha ideato una soluzione innovativa per migliorare la sua immagine in Iraq. Il comando statunitense ha infatti pagato alcuni giornali iracheni per pubblicare notizie favorevoli alle truppe statunitensi in Iraq. Le notizie sono state scritte direttamente da uomini di fiducia del Pentagono. Inoltre, il governo statunitense avrebbe acquistato un quotidiano e un'emittente radiofonica di Baghdad."