After2000

em@il

sabato, settembre 30, 2006

"When his work was first exhibited, Cézanne was shunned by the art world and it took writers - including Virginia Woolf, Zola and Rilke - to recognise his genius. James Wood celebrates the most literary of modern painters"

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venerdì, settembre 29, 2006

ma i giornalisti fanno sciopero per fare un favore o un dispetto a Prodi e alla sua Finanziaria?

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giovedì, settembre 28, 2006

sentire, per il TgUno delle 20, che può essere dura vivere con 3000€ al mese mi ha fatto sobbalzare...perche per arrivare a quella cifra mi ci vogliono 2 mesi e mezzo...e perchè ora il direttore è Gianni Riotta! viva la sinistra!!

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mercoledì, settembre 27, 2006

ma se i nostri soldati riescono a morire o farsi ammazzare in missioni di pace, se fossimo in guerra che succederebbe?

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martedì, settembre 26, 2006

lentamente...ma tornano! (sic)

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lunedì, settembre 25, 2006

il NYT sull'Ara Pacis di Meier

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domenica, settembre 24, 2006

non perdetevi Report questa sera alle 21 su RaiTre

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"Bin Laden sta molto male o forse è già morto, una perdita incolmabile per Bush." (Jena)

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sabato, settembre 23, 2006

Anish Kapoor

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venerdì, settembre 22, 2006

buon appetito!

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giovedì, settembre 21, 2006

se c'è qualcosa su cui discutere, e porre dei dubbi, è quando Ratzinger dice che "religione e ragione si tengono per mano"...la mia formazione mi fa dire che sono realtà "compensative": più è l'una meno è l'altra...e viceversa!

postato da sixty2 11:54 | commenti

mercoledì, settembre 20, 2006

un omaggio...a un grande..."IL GRANDE DESIGNER E’ MORTO IERI A MILANO A 85 ANNI. CON LE SUE CREAZIONI HA CAMBIATO IL MODO DI VIVERE DEGLI ITALIANI - Magistretti, il mago della semplicità di Marco Belpoliti - Diceva di non saper disegnare, di aver schizzato alcuni dei suoi oggetti più famosi su biglietti della metropolitana, come Eclisse, una lampada che aveva creato nel 1966 e che amava definire «lampada da ladri, una lanterna cieca». Il disegno nasce, affermava, solo dopo aver parlato, dopo aver discusso in azienda con chi materialmente avrebbe poi costruito l'oggetto: tavolo o divano, sedia o lampada. Una volta ha anche detto di aver realizzato un progetto direttamente al telefono, parlando con uno dei suoi fidati interlocutori, operaio o capo-operaio di una fabbrichetta della Brianza, senza disegno, o meglio, scarabocchiando mentre parlava all'apparecchio su un foglietto qualsiasi di carta - anche se poi quello schizzo non l'ha buttato ma conservato. Se si guardano i disegni di Atollo, la sua lampada più famosa, del 1977, si capisce che la forma l'ha già trovata, ce l'ha in testa, mentre il problema è quello di mettere insieme la semisfera della copertura con la base cilindrica: deve trovare la «soluzione», ed è la geometria stessa dell'oggetto a definire la forma finale. Vico Magistretti, morto ieri a Milano all’età di 85 anni, si era laureato in architettura al Politecnico di Milano nel 1945, poi era andato a lavorare con il padre, architetto anche lui. La prima formazione l'aveva ricevuta da Ernesto Nathan Rogers il progettista della Torre Velasca, del mitico studio B.B.P.R., che gli aveva fatto leggere Hemingway, ma anche Borges, raccontava, aperture culturali per lui decisive nella Milano postbellica, un'epoca che, come aveva scritto un suo coetaneo, Italo Calvino, proprio negli anni in cui Magistretti iniziava a disegnare i pezzi che l'hanno reso famoso, il 1964, tutto sembrava possibile, anche ricominciare da zero. E da zero Magistretti, insieme ai fratelli Castiglioni, a Bruno Munari, a Ettore Sottsass, al più giovane Enzo Mari, ha creato il design italiano, qualcosa che prima non c'era o, se c'era, era ancora percepito come una continuità del passato, dell'Italia artigianale tutta tradizione e consuetudine. In quella stagione straordinaria, l'inizio degli Anni 60, i designer non esistevano ancora, c'erano solo dei quarantenni architetti semi-falliti, che avevano costruito poco e nulla, e che si muovevano ai margini del grande sistema industriale del nord, tutto concentrato in quel periodo in Piemonte, tra Fiat e Olivetti, oppure dedito all'industria pesante, come nella Milano della Falck. Nel 1960, o poco dopo, Cesare Cassina, uomo perspicace e battagliero, va da Magistretti e gli chiede di poter riprodurre una sedia che lui ha disegnato per un Golf club che ha progettato a Carimate. Nasce la sedia omonima e da lì comincia una collaborazione unica al mondo tra i giovani aspiranti architetti milanesi e le industrie dell'hinterland, piccole industrie condotte da personaggi intraprendenti e lungimiranti. Magistretti andava da Cassina con i suoi foglietti, senza progetti esecutivi, senza disegni tecnici. Erano le macchine presenti in azienda, le capacità operative di operai e imprenditori a dettare la forma della «cosa» che aveva in testa. Questo modo molto pragmatico di progettare si combina in lui, come negli altri designer milanesi, con un concettualismo di fondo: il progetto è un concetto che nasce, o meglio, che prende forma solo nel contatto con la realtà produttiva. Dietro, almeno in Magistretti, c'era la memoria dell'Italia delle arti e dei mestieri, l'artigianato locale con le sue forme differenti, da Cantù a Varese, da Biella a Vicenza, da Savona a Siena. Carimate non è altro che una sedia da contadini, con la seduta di paglia, ridisegnata dalla mano abile di colui che ha visto, almeno in riproduzione, i lavori del Bauhaus e quelli delle avanguardie artistiche del Novecento: immaginazione più praticità. Così come Eclisse, composta di una lampada che sparisce dentro un ovale, è davvero il ricordo di una lampada da ladri, come sosteneva Magistretti. Dietro a lui, come ai fratelli Castiglioni, più ironici e giocosi, non c'è nessuna scuola superiore di design, nessun insegnamento specifico. Avevano imparato da soli, rubando idee dal passato, guardandosi intorno, immaginando forme e soluzioni inedite, ma mai macchinose, mai complesse, sempre al limite dell'assoluta e sconcertante semplicità, quella che è propria delle opere riuscite. Diceva Magistretti che l'importante è saper guardare alle cose quotidiane, agli oggetti comuni, ma anche alle consuetudini e alle pratiche, dalla tavola al letto, dall'officina all'ufficio. In una intervista ha affermato: un biglietto del tram piuttosto che un pedale da bicicletta, c'è sempre qualcosa dietro, basta non guardare la «cosa» con indifferenza, ma cercare di capire cosa c'è dietro. La curiosità infantile di Magistretti, che è autore anche di progetti architettonici, ville, case e municipi, è un'altra chiave di lettura del suo lavoro, che non è legato ad alcuna poetica specifica, a nessun Basic design o pratica progettuale prestabilita o predefinita. Uno dei progetti di cui parlava con maggior entusiasmo ai giovani che lo interrogavano circa il suo metodo di lavoro, si chiama Simbaud, e consiste in un divano grezzo su cui è stata letteralmente gettata una coperta da cavallo, poi allacciata alla struttura con due bottoni; i colori erano quelli delle scuderie inglesi, paese dove Magistretti aveva anche insegnato per qualche tempo. Curiosità ma anche intuizione, ecco il segreto. Far diventare divano qualcosa che non lo era mai stato, diceva con orgoglio al riguardo. La tecnologia non è per Magistretti un mito; l'ha semplicemente usata, creando nel 1960 la prima sedia in materiale plastico, che ha tuttavia atteso sette anni per entrare in produzione. Si fanno le cose con quello che si ha, era la sua regola d'oro e della sua generazione. Magistretti era perfettamente conscio dell'importanza del grande numero, della possibilità di riprodurre in grandi serie gli oggetti della vita quotidiana. Parlava, ad esempio, di un tale che passando davanti a un negozio di lampade è colpito da un modello esposto e dice: «Ma va, che scemata, così semplice che avrei potuto farla io». Per questo, la compera, se la porta a casa e in quella casa, diceva Magistretti, entro anche io che ho disegnato la lampada. Di più: entro direttamente nella sua vita, molto più di quanto quel tale s'immagina. La sua è stata un'utopia concreta, vissuta più che progettata, giorno per giorno, oggetto dopo oggetto, attraverso i riconoscimenti e premi come il Compasso d'oro, vinto più volte. Sono sedie, lampade, poltrone, tavoli, sedute, disegnate per sessant'anni senza sosta con un buonumore e un ottimismo tutto lombardo, una forma di concretezza che, come ha insegnato Alessandro Manzoni, suo conterraneo, si unisce necessariamente all'ironia, anzi ne è il necessario contrappeso. Nessun oggetto, viene da pensare guardando i suoi - esposti nei musei di tutto il mondo e ancora in produzione - è mai assoluto, nessuno è indispensabile, ma tutti sono, dopo averli guardati, assolutamente necessari."

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martedì, settembre 19, 2006

la copertina odierna del "manifesto" è superlativa: la foto di un minareto e di un campanile e la scritta OPPIO PER OPPIO

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lunedì, settembre 18, 2006

per fortuna che i cinesi sono atei..

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domenica, settembre 17, 2006

Bansky

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sabato, settembre 16, 2006

telenovele

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venerdì, settembre 15, 2006

da grande scrittrice si è ridotta ad astiosa e querula seminatrice d'odio e questo è l'epitaffio di un suo pari: «La Fallaci è al cospetto di Allah. Dovrebbe preoccuparsi»: è il commento di Dacia Valent portavoce della Islamic Antidefamation League (IADL). quasi impossibile manifestare pietà per un personaggio come Oriana Fallaci« dice Valent che definisce la Fallaci »una dei più attivi araldi dell odio razziale e religioso«. Secondo Valent »una vita spesa nell odio, difficilmente produce amore e solidarietà« e il suo »odio per le minoranze etniche e religiose, il suo disprezzo per neri, semiti e musulmani, ora che vede la morte e vede Dio, deve essere un peso intollerabile, dal quale non può più nascondersi o fuggire. Ora che è al cospetto di Allah, se fossimo in lei saremmo molto, ma molto preoccupati». Molto più coerente di molti che ora la ricordano facendo finta di nulla...

postato da sixty2 14:32 | commenti

giovedì, settembre 14, 2006

Ratzinger non è certamente un ingenuo e se ha scelto la strategia dell'attacco avrà i suoi motivi...peccato che poi di mezzo ci andiamo noi!

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mercoledì, settembre 13, 2006

"Siamo venuti in possesso del discorso che Bertinotti pronuncerà sabato prossimo ai giovani di An, comincia così: «Compagni fascisti...»." (Jena)

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lunedì, settembre 11, 2006

dopo cinque anni sono più i dubbi che le certezze...una di queste è la creazione di un'icona pari alla Cocacola e al McDonald...da contrapporre al santino del male di bianco vestito!

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domenica, settembre 10, 2006

il delta del Po è un luogo vasto e ricco di suggestione, che ogni volta sorprende in modo diverso (appunti di un finesettimana)

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sabato, settembre 09, 2006

la storia corre molto in fretta...sembreano passati tre secoli e invece sono solo tre decenni...Mao Zedong (26 dicembre 1893 - 9 settembre 1976)

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venerdì, settembre 08, 2006

have a nice day

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David Hockney

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giovedì, settembre 07, 2006

spiccioli..."Al 31 dicembre 2004, Air France dichiarava un utile di 98 milioni di euro; il suo amministratore delegato, il signor Spinetta, nel biennio 2004-2005, ha ricevuto un compenso di 550.000 euro e un bonus (per i buoni risultati) di 160.000 euro, pari a un compenso mensile di 59.166 euro. La concorrente inglese, British Airways, dichiarava invece un utile di 333 milioni di euro; il signor Rod Eddington, amministratore delegato, riceveva un compenso annuo di 517.813 euro, un bonus di 258.907, ossia uno stipendio mensile di 64.750 euro. La compagnia olandese KLM, nello stesso periodo, ha dichiarato un utile di 261 milioni di euro; l'amministratore delegato, il signor Van Wijk, nel biennio 2004-2005 ha ricevuto un compenso di 653.709 euro, un bonus di 429.731, pari a una remunerazione mensile di 90.333 euro. Al 31 dicembre 2004 Alitalia ha dichiarato una PERDITA di quasi 813 milioni di euro. Per questo brillante risultato il signor Giancarlo Cimoli, amministratore delegato e presidente, dal 6 maggio (giorno del suo insediamento) al 31 dicembre 2004 ha ricevuto un compenso di 1.522.996 euro, pari a una remunerazione mensile di 190.375 euro. Sullo stipendio di Elio Catania, presidente delle Fs stato, non si hanno notizie certe, ma sembra aggirarsi intorno ai 2 milioni di euro e mezzo. E per fortuna l'azienda (che ha in 15 anni ridotto il presonale di oltre il 50%) perde 1,3 miliardi di euro. La sua permanenza sulla poltrona è questioni di pochi giorni ancora, pare (dimesso ieri 6/09). C'è infatti il problema di mettersi d'accordo sulla sua buonuscita: il governo gli offre 5 milioni (di euro, naturalmente), mentre lui ne vorrebbe 9. Bisogna capirli, in fondo. Cosa volete che siano queste cifre di fronte a quello che ha potuto fare uno come Lee Raymond? Il supermanager della Exxon Mobil, infatti, nel 2005 ha ricevuto (o si è dato) un emolumento di 400 milioni di dollari, oltre un milione al giorno, 191 mila dollari l'ora..."

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mercoledì, settembre 06, 2006

le ultime di Charles Saatchi

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martedì, settembre 05, 2006

Gilbert and George

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lunedì, settembre 04, 2006

comincia il patetico balletto della finanziaria che graverà su molti ma in nessun caso su chi la deciderà!

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sabato, settembre 02, 2006

"Ci sono tre persone che prima di ogni altra dovrebbero leggere Gomorra: si chiamano Padoa Schioppa, Draghi, Bersani. Dovrebbero proprio confrontarsi, davvero, con il più importante saggio di economia pubblicato in questo paese da molti anni a questa parte. Gomorra ci squarcia il petto raccontandoci la Cina e l'India. Qui da noi. Noi. Cinesi di noi stessi. Noi che insegniamo ai cinesi come fare la Cina. I cinesi che insegnano a noi. Signori, ecco la crescita, il PIL, le plusvalenze, la modernizzazione."

postato da sixty2 08:27 | commenti

venerdì, settembre 01, 2006

sono seriamente preoccupato...è un paio di giorni che Massimo non dice cazzate...cosa starà covando!

postato da sixty2 16:10 | commenti