After2000

em@il

domenica, aprile 29, 2007

se a Bagnasco mandavano la foto di un bambino faceva meno chiasso, capiva e la smetteva di passare per un perseguitato!

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venerdì, aprile 27, 2007

il suo nome, omertosamente non viene più citato nei notiziari, è l'anonimo marito di una delle maestre...passerà il polverone e poi tutto tornerà come prima...se sono stati bravi c'è la loro onorabilità (catechismo e CEI) e parola contro i racconti di alcuni bambini...per chi non vuole perdere il punto l'autore tv è Gianfranco Scancarello, sua moglie Patrizia Del Meglio, le altre maestre Marisa Pucci e Silvana Magalotti, la bidella Cristina Lunerti...

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mercoledì, aprile 25, 2007

un 25 aprile silenzioso e addormentato con tanti topastri in superficie senza timore di essere schiacciati...

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martedì, aprile 24, 2007

alcuni degli amici di Eltsin non potranno essere ai suoi funerali...perchè in galera...o perchè non conviene troppo ricordare la sua amicizia!

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lunedì, aprile 23, 2007

ci sarà qualcuno che ricorderà la grandezza di Eltsin...personalmente ricordo un personaggio abbastanza equivoco e molto alcolizzato che diede inizio allo sterminio ceceno...pace all'anima sua!

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domenica, aprile 22, 2007

da Ds a Pd è solo un cambio di provincia?

postato da sixty2 09:56 | commenti

sabato, aprile 21, 2007

contagi da contaminazioni

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venerdì, aprile 20, 2007

(dal manifesto di ieri) "Buone notizie, l'Europa va in Polonia di Astrit Dakli - Finalmente una buona notizia: arriva da Cardiff, dove la Uefa ha deciso di assegnare alla coppia Polonia-Ucraina, invece che all'Italia, l'organizzazione degli europei di calcio 2012. Prodi s'è dispiaciuto, la ministra Melandri si è messa a piangere e dal Bel Paese si sono levati alti lai: eppure vale la pena di riflettere e capire i numerosi motivi che rendono ottima questa scelta. Eccone alcuni, in ordine sparso. 1) La nostra mafia edilizia e cementiera è già stata foraggiata a sufficienza con gli europei del 1980 (per non parlare dei mondiali del '90): è giusto che adesso un po' di soldi vadano a mafie più povere come quelle polacca e ucraina - e che un po' di scempi edilizi e urbanistici tocchino anche a loro. 2) È molto improbabile che il calcio italiano si tiri fuori prima del 2012 dall'orrendo pantano criminale in cui si trova. Dunque meglio tenere il resto d'Europa fuori dai nostri stadi per un po', a titolo precauzionale, per evitare il pericolo di contagio. 3) In compenso qualche partita degli europei a Dnepropetrovsk, nel 2012, contribuirà senz'altro a portare l'Ucraina in Europa e in Occidente, dando così un appoggio al presidente Yushenko contro il premier Yanukovich - che per quella data saranno ancora presi nel braccio di ferro che hanno iniziato nel 2004. 4) Inoltre gli stadi polacchi saranno protetti dal nuovo «scudo» americano contro eventuali attacchi iraniani (quelli ucraini no, ma pazienza), mentre in Italia ci sono troppi amici dei «paesi-canaglia» e dei talebani. 5) Le partite nella Polonia dei gemelli Kaczynski si svolgeranno infine in un'atmosfera morale sana: saranno in carcere o in esilio o comunque non in grado di nuocere tutti i comunisti, gli ex comunisti, quelli che hanno avuto qualcosa a che fare con i comunisti durante i 40 anni di governo comunista. E naturalmente tutti gli omosessuali. Mentre in Italia, coi Dico, non si sa mai."

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martedì, aprile 17, 2007

1° Silvio Berlusconi - Si conferma il più ricco tra i leader politici. Secondo le dichiarazioni dei redditi del 2006, relative al 2005, pubblicate oggi e consultabili alla Camera, il presidente di Forza Italia ha dichiarato 28.033.122 euro su cui ha pagato tasse per 12.038.817 euro. 2° Clemente Mastella - Ministro della Giustizia, ha dichiarato 304.402 euro. 3° Pierferdinando Casini - L'ex presidente della Camera e leader dell'Udc si piazza al terzo posto con 214.787 euro. 4° Gianfranco Fini - Il presidente di An si piazza quarto con 200.677 euro. 5° Roberto Maroni - Il capogruppo leghista ha dichiarato 195.701 euro....della serie provate a fermarlo!

postato da sixty2 21:49 | commenti

lunedì, aprile 16, 2007

"Il presidente degli Stati Uniti George W.Bush si è detto assalito dall' "orrore" per la strage di studenti. La portavoce della Casa Bianca Dana Perino ha precisato che "resta intatto il diritto al porto d'armi ma tutte le leggi in materia devono essere rispettate"." Il business non subirà alcun contraccolpo in un paese in cui ormai è più complicato comprare (e fumare) delle sigarette che delle armi!

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domenica, aprile 15, 2007

a Guantanamo qualcuno si suicida e lo fa per mettere in cattiva luce gli americani!

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venerdì, aprile 13, 2007

"When you're dead, you're dead. Make love when you can. It's good for you." KURT VONNEGUT (1922-2007)

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dalla Stampa di oggi. "L’altra Gomorra di MARCO BELPOLITI - Milano come Napoli. Una pattuglia di vigili ferma per controllo un’automobile guidata da una cinese. Le viene contestata un’infrazione, probabilmente un collaudo non fatto. Scoppia un alterco. La donna è a terra. Accorrono i giovani commessi cinesi dei negozi di fronte. Urla, botte, caccia al vigile accusato di aver picchiato la donna. È la rivolta. Arrivano a sirene spiegate le auto della Volante. Poi i poliziotti in divisa antisommossa. Rione Sanità? No, via Paolo Sarpi, nel cuore del centro pulsante di Chinatown: il commercio all’ingrosso di filati, capi d’abbigliamento, bigiotteria, un giro di milioni di euro ogni anno, ma anche un viavai di furgoni. Vengono a far spesa nel suk orientale da tutto il Nord, e persino dalla Croazia e dalla Slovenia. Nelle vie strette della zona stazionano a ogni ora del giorno furgoni, camioncini, macchine familiari, Suv. Scaricano e caricano la merce che raggiungerà i mercati rionali e quelli delle piccole città, i negozietti degli italiani ma anche i teli stesi a terra dei vu’ cumprà. Un traffico che s’aggiunge a quello intasato e mortifero dell’intera capitale del Nord, problema irrisolto di almeno tre giunte municipali. Da anni i cittadini della zona, in maggioranza italiani, lamentano che il quartiere è stato abbandonato a se stesso: nessuna disciplina nel concedere licenze, carico e scarico a tutte le ore, i soldi dei commercianti cinesi che acquistano contante alla mano e a prezzi fuori mercato i negozi, scomparsa di panetterie, salumerie, ortolani e altri esercizi al minuto a vantaggio dell’ingrosso cinese. Un’associazione, «Vivisarpi», ha inalberato un anno fa le sue bandiere arancione che ora pendono stinte da balconi e finestre. Una pressione durata anni che è culminata in un’agitata assemblea pubblica con il vicesindaco, De Corato, esponente di An, che sostituiva il sindaco Moratti, la quale in campagna elettorale aveva fatto numerose promesse agli elettori della zona. Ecco allora la soluzione: trasformare via Sarpi e altre strade, centro del quartiere cinese, in zona a traffico limitato. Ecco la dinamite nascosta sotto l’alterco con i vigili: è in gioco un grosso affare commerciale che la comunità cinese, compatta, vive come un atto proditorio contro di sé. Dopo aver lasciato per anni via Sarpi come una zona franca, oggi il Comune ha deciso di ripristinare un minimo di legalità, almeno lungo le strade, facendo multe alle macchine in doppia fila o parcheggiate sui marciapiedi, controllando i furgoncini di scarico e carico, impedendo il traffico dei carrelli sui marciapiedi. I giovani e giovanissimi commessi cinesi, guidati da piccoli megafoni, in maggioranza donne, occupano il quadrivio del quartiere inalberando le bandiere rosse della Repubblica Popolare e striscioni in cui denunciano il razzismo contro la loro comunità. Molti probabilmente abitano i dapu, le cuccette in cui dormono nella zona decine e decine di persone, posti letti organizzati di 18 e più brande, dove si alternano i nuovi immigrati da Fushun, la grande città industriale del Nordest della Cina. Stefano Boeri e la sua équipe di Multiplicity li ha censiti in un libro recente sull’abitare a Milano, descrivendo anche la topografia delle «cuccette» al pianoterra, spesso ex laboratori-abitazioni del quartiere, lasciati liberi dagli artigiani emigrati altrove. Un elemento d’illegalità che l’amministrazione comunale e le autorità di polizia non sembrano aver perseguito, incapaci di far fronte, come tutte le istituzioni di Milano, ai problemi di una città che sembra assomigliare sempre più alla sua omologa meridionale. Se nella Napoli descritta da Roberto Saviano l’intreccio tra camorra e mafia cinese è sempre più stretto, a Milano, come raccontava l’altroieri un giovane cronista di City, la free press locale, Davide Milosa, si estende il racket della prostituzione e della droga che ha il suo baricentro a Chinatown: pizzo ai commercianti cinesi, intrecci tra mafia orientale e cosche calabresi, bordelli clandestini, usura, riciclaggio, banche illegali. Il suo articolo, cucito con riferimenti presi dalla cronaca milanese degli ultimi mesi, descrive Milano come se fosse la Chicago di Al Capone, con giovani cinesi agguerriti della She Tou, le «Teste di serpente», che mantengono l’ordine per conto di vecchi boss che si spostano a bordo di auto di lusso: esili, pallidi, vestiti all’occidentale. Un film di Scorsese in salsa cinese. In effetti, il problema milanese con cariche della polizia, pestaggi, scritte e bandiere, giovani che tirano bottigliette d’acqua sugli agenti - bottigliette fornite dal bar di una connazionale per dissetare i manifestanti - è assai aggrovigliato e dimostra ancora una volta l’incapacità della classe politica meneghina di gestire l’emergenza che avanza. Questi ragazzi che fischiano e vociferano tra via Sarpi e via Bramante, denunciando la discriminazione razziale, sono arrivati pagando un prezzo salato ai mercanti d’uomini, probabilmente hanno documenti falsi e nessun permesso di soggiorno; racimolano stipendi stentati e pagano 10 euro al giorno per il posto nella camerata affollata, con la speranza di migliorare la propria vita, di accedere a quella ricchezza che invece la vecchia generazione del Chekiang, nel Sud della Cina, ha raggiunto da tempo. Una divisione di classe che raramente emerge all’esterno, anche per via del gap linguistico, e che corrisponde a un’altra, più visiva: la città dei negozi cinesi ad altezza dei marciapiedi, e la città, sempre più invisibile, degli abitanti italiani dal primo piano in su. Chi saprà sciogliere questo nodo all’italiana in cui il «politicamente corretto» s’intreccia con problemi ambientali, di convivenza civile, illegalità e regole che nessuno sembra più deciso a far rispettare? Reduce dalla manifestazione sulla sicurezza da lei fortemente voluta come un atto politico interno alla CdL, Letizia Moratti si trova tra le mani una nuova patata bollente in una città sempre più chiusa a riccio su se stessa, incapace di dialogo, come ha ricordato don Virginio Colmegna, uno dei preti milanesi più attivi nella società civile, presentando davanti a una folla straboccante di giovani, alla Triennale, Cronache dell’abitare di Boeri, un lavoro che fotografa lo stato d’allarme rosso dell’ex capitale morale. Chissà se lo hanno letto, a Palazzo Marino. Oggi dovrebbero: una cruda fotografia della città che ha perso la sua anima. Come sostiene da tempo uno scrittore cattolico milanese, Luca Doninelli."

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giovedì, aprile 12, 2007

aprile è il più terribile dei mesi...epoca di lutti...[ l'America e il mondo perdono uno dei massimi esponenti della critica e dell'autocoscienza dell'Impero: Kurt Vonnegut, mitologico autore dell'altrettanto mitologico Mattatonio n° 5 e di altri capolavori, è morto ieri all'età di 85 anni. La Redazione di Carmilla esprime il lutto per questa scomparsa con un omaggio che Vonnegut si fa da solo: un suo testo] - A tutti i non-nati, a tutti i nascituri, a tutti gli innocenti grumetti di indifferenziata nientità: Alla larga dalla vita! Io me la sono beccata, la vita. io mi sono ammalato di vita. ero anch’io un batuffolo di indifferenziata nientità, e poi , pifff, s’è aperto all’improvviso uno spiraglio, uno spioncino. Luce e rumore si sono riversati dentro il nulla. Delle voci hanno cominciato a descrivere me e il mio ambiente. Non potevo reclamare, contro quello che dicevano, né ricorrere in appello. Dicevano che ero un maschio a nome Rudolph waltz, e questo era quanto. Dicevano che si era nell’anno 1932, e questo era quanto. Dicevano che mi trovavo a Midland City, nell’Ohio, USA e anche questo era inoppugnabile. Non s’azzittivano mai. Anno dopo anno, ammucchiavano dettaglio su dettaglio. Ancora seguitano. Lo sapete cosa dicono adesso? Dicono che siamo nel 1982, e che io ho cinquant’anni. Bla bla bla. [...] Una volta mio padre mi disse, da vecchio- dopo aver trascorso due anni in prigione, dopo avere perso tutti i suoi quattrini e tesori d’arte-, che la più gran delusione della sua vita era stata quella di non avere mai fatto il soldato. Era l’ultima sua illusione( e forse aveva un certo fondamento) quella di essere nato per coprirsi di gloria in un campo di battaglia. Certo, invidiò John Fortune fino all’ultimo. L’uomo che gli aveva fracassato il piede andò in guerra e divenne un eroe, e a papà sarebbe tanto piaciuto combattere al suo fianco, in trincea, e andare con lui all’assalto, e poi tornare, come Fortune, con il petto carico di medaglie. L’unico onore, vagamente militare, che mio padre ricevette in vita sua fu un citazione, da parte del governatore dello Stato dll’Ohio, per la parte da lui svolta nella colletta di ferrivecchi per la patria in armi, durante la seconda guerra mondiale, a Midland City. Non vi fu alcuna cerimonia. L’attestato arrivò per posta, un bel giorno. Papà era in prigione, a Shepherdstown, il bel giorno in cui arrivò. La mamma e io glielo portammo, quando andammo a trovarlo. Io avevo tredici anni allora. Sarebbe stato più gentile, da parte nostra, se l’avessimo bruciato, quel pezzo di carta, e ne avessimo sparse le ceneri nel fiume. Quell’attestato era infatti una suprema ironia, per mio padre. “ Finalmente mi trovo in compagnia degli immortali,” disse. “ Non mi restano ormai che due onori, cui aspirare.” Il primo, ottenere la tessera di fancazzista. Il secondo, diventare pubblico notaro. Papà si fece consegnare quel certificato poiché, disse, intendeva pulircisi il sedere, alla prima occasione. Il che sicuramente fece. Invece di salutarci, quel giorno, ci disse, alzando due dita a V come uno scolaretto: “ Bisogno impellente.” [...] Quindi , era tipo da dire a un bambino di otto anni, figlio di operaio “ Mi guardi come se io fossi Mefistofele. E’ questo che pensi ch’io sia, eh? Eh?” Il mio amichetto era tenuto a rispondere. O sennò, era capace di dire alla figlia d’un bidello, nell’offrirle una sedia: “ Siedi,cara, all’Assedio Periglioso. O non osi?” I miei compagni di giochi erano perlopiù figli di povera gente, di genitori non istruiti, poiché il quartiere si era rapidamente degradato, dopo che i ricchi- tranne papà e mamma- avevano traslocato altrove. A un altro mio piccolo amico, papà aveva la faccia di dire: “ Sono Dedalo, io. Vuoi che ti costruisca un paio di ali, per volare con me? Così potrai aggregarti alle oche selvatiche e migrare al sud con loro! Però dovremo star attenti, è vero, a non avvicinarci troppo al sole. E lo sai perché non dovremmo avvicinarci troppo al sole, eh? eh? ” Il bambino era tenuto a rispondere. Sul letto di morte , all’ Ospedale Conteale, papà, tirando le somme dei suoi pregi e difetti, disse che, se non altro , era stato magnifico con i bambini, i quali con lui si erano sempre divertiti un mondo. “ Io li capisco,” disse. [...] “ Tu, io , tua madre e tuo fratello discendiamo da un solido e stolido ceppo tedesco di gente senza fantasia, senza estro, senza grazia, gente la cui virtù è che non può mai smettere di faticare sodo. tu vedi in me un uomo che fin da piccolo fu oggetto di lusinghe e menzogne e che fu traviato dal proprio destino, che era una vita di lavoro e affari, una vita monotona e faticosa ma utile alla comunità. Non gettare via il tuo destino come ho fatto io. Sii ciò che sei nato per essere . sii farmacista!” e così divenni farmacista. Ma non rinunciai mai a fare lo scrittore, anche, sebbene smettessi di parlarne. Identificai allora un errore di fondo che i miei genitori avevano commesso, riguardo alla vita: pensavano che sarebbe stata una brutta cosa , se qualcuno avesse mai riso di loro. [...] Dunque non era una vera Waltz, ma una Waltz acquisita. E non sarebbe mai stata una Waltz, per niente, se Felix non l’avesse fatta passare, per disgrazi, attraverso un parabrezza, il giorno dopo il suo congedo dall’esercito. La conosceva appena, poiché la sua famiglia si era trasferita a Midland City mentre lui era in guerra. Venivano da Kokomo nell’Indiana. Felix non la distingueva neppure dall’altra gemella, Dina. Erano andati a fare una scarrozzata con l’auto del padre di lei. Grazie a dio, non era la nostra automobile, comunque. Non ce l’avevamo più. Non i avevamo più un corno di niente, e papà era ancora in carcere. Però guidava Felix. Era lui al volante. E i freni s’incepparono. L’auto era una Hudson di prima della guerra. Non c’erano auto di dopo la guerra. Dunque Donna passò attraverso il parabrezza, e smise di somigliare come una goccia d’acqua a sua sorella Dina. E Felix la sposò dopo che la dimisero dall’ospedale. Aveva solo diciotto anni, ma portava la dentiera. Tutti i denti falsi, di sopra e di sotto. Felix oggi allude al suo primo matrimonio come a uno shotgun wedding, ovvero nozze col fucile alle reni, sposalizio a mano armata, o simili. I parenti e gli amici di lei ritenevano fosse suo dovere sposarla, l’amasse o non l’amasse, e Felix dice che, anche lui, la pensava così. di solito, quando si parla di “ matrimonio riparatore” ( o “ col fucile puntato”, come si dice da noi) si pensa a una gravidanza. Un uomo ha messo incinta una donna, quindi deve sposarla per forza. Felix non mise incinta la sua prima moglie prima del matrimonio, ma la fece passare attraverso un parabrezza. “ Tanto valeva che l’avessi messa incinta, “ mi diceva l’altra sera. “ Farla passare attraverso un parabrezza è stato qualcosa di, più o meno, equivalente.” [...] Sulla balconata siede RUDY WALTZ, un farmacista neutro dell’Ohio, fratello minore di Felix. E’ grande e grosso e di bell’aspetto, ma talmente timido e asessuato che potrebbe essere fatto di tonno in scatola. E’ incredibile, ma costui ha scritto una commedia che andrà in scena tra poche ore. Lui lo sa, che non vale niente. Anzi considera tutto se stesso un grosso errore. Non dovrebbe neppure seguitare, probabilmente. Tutto quel che può fare, lui, è concedere alla vita il beneficio del dubbio. [...] FELIX: Che cos’è un idiota prodigio? GENEVIEVE: Uno ch’è stupido in tutto, tranne in un campo… come suonare il piano. FELIX: Lui non sa suonare il piano. GENEVIEVE: Però ha scritto una commedia…che va in scena. Magari non si lava. Magari non ha amici. Magari è tanto timido che ha paura di parlare con la gente. Però ha scritto una commedia, e ha un ricco vocabolario. Ha un vocabolario più ricco di noi due messi insieme. E certe volte dice qualcosa che è veramente spiritoso o saggio. FELIX: E’ laureato in farmacia. GENEVIEVE: Pensavo che fosse un idiota prodigio anche a questo riguardo…Teatro e farmacia. Però è, il figlio di un assassino. Sfido ch’è così com’è. Sfido che desideri rendersi invisibile. L’ ho visto camminare per Cristopher Street domenica scorsa, e era grande e grosso e bello come Gary Cooper, ma nessuno lo vedeva. E’ entrato in un caffè, si è seduto davanti al bancone, ma nessuno lo serviva… perché non c’era, lui, non c’era. Sfido io. [...] Ricordai che papà mi aveva detto una volta: “ Will Fairchild sarebbe ancora vivo , oggi, se solo avesse avuto un paracadute sulle spalle.” Ecco là, dunque il dono di Hippolyte Paul De Mille a chi abiterà Midland City nei giorni a venire: l’irrequieto fantasma di Will Fairchild. E io, Rudy Waltz, lo Shakespeare di Midaland City, l’unico serio drammaturgo che sia vissuto e abbia operato in questa città, farò ora a mia volta un regalo al futuro. Si tratta di una leggenda. Ho inventato testè una spiegazione del fenomeno per cui, probabilmente, il fantasma di Will Fairchild sarà visto vagare qua e là, pressappoco dovunque, nella nostra città - nel Centro per le Arti vuoto, nell’atrio della banca, fra le casette di Avondale, fra le ville di lusso dei Colli Fairchild, nel piazzale dove un tempo sorgeva la biblioteca pubblica… Will Fairchild va alla ricerca del suo paracadute. Volete saper una cosa? Viviamo ancora nel Medioevo. I Secoli Bui, nel piazzale dove un tempo sorgeva la biblioteca pubblica… Will Fairchild va alla ricerca del suo paracadute. Volete saper una cosa? Viviamo ancora nel Medioevo. I Secoli Bui non sono ancora finiti. [da Il grande tiratore, Bompiani, 1982]

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mercoledì, aprile 11, 2007

in quanto sostenitore di Emergency sono un fiancheggiatore dei terroristi?

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martedì, aprile 10, 2007

Sol LeWitt obituary

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Una cattiva domanda non merita risposta. Una buona domanda contiene già in se stessa una traccia della risposta. (Anonimo)

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lunedì, aprile 09, 2007

la perdita di un poeta...visivo...Sol LeWitt, Master of Conceptualism, Dies at 78

postato da sixty2 10:55 | commenti

domenica, aprile 08, 2007

e anche la Pasqua è scivolata via...domani gita fuori porta e caos da rientro...tutto secondo copione...da martedì solita fuffa!

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sabato, aprile 07, 2007

gli allarmi sul pianeta, gli sconvolgimenti climatici, trattati tra un gossip e una sciocchezzina di Mastella, lasciano il tempo che trovano, diventano altro rumore di fondo che non cambia la sostanza delle cose...la nostra estinzione come specie sarà un gran giorno per il pianeta!

postato da sixty2 18:46 | commenti

venerdì, aprile 06, 2007

niente notizie sulle nostre bombe, ma la solita apertura sul (prossimo, ipotetico, presunto) nucleare iraniano...la distrazione delle masse dalla realtà è tattica antica...

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giovedì, aprile 05, 2007

Hirst news...

postato da sixty2 14:28 | commenti

novanta bombe atomiche in casa propria (Aviano e Ghedi) pensate che sia la prima notizia di qualche Tg?

postato da sixty2 10:43 | commenti

mercoledì, aprile 04, 2007

grande conoscitore dei media ha imparato ad usarli con raffinatezza! "L'annuncio del presidente durante una conferenza stampa a Teheran poi il rilascio in diretta televisiva, nel palazzo presidenziale - Ahmadinejad libera i marinai inglesi - "Il nostro regalo al popolo britannico" - Il capo di Stato: "Avevamo il diritto di processarli ma li abbiamo graziati" - E a Blair: "Non puniteli perché hanno ammesso di aver fatto un errore"

postato da sixty2 18:52 | commenti

martedì, aprile 03, 2007

sottoscrivo....(dal manifesto del 1 aprile) "Tutti pazzi per Knut di Alessandro Robecchi - Spero che non ci siano bambini all'ascolto perché devo fare una raccapricciante confessione e, oltretutto, dire una cosa piuttosto spiacevole: l'orsetto Knut mi sta sui coglioni. Come sapete (se non lo sapete vivete su Marte), un cucciolo di orso polare artico è stato abbandonato dalla madre, rischiava la morte, ma l'hanno salvato l'amore e la competenza di alcuni umani dello zoo di Berlino. Bravi. Ed è scattato il delirio. Centinaia di ore di televisione su tutto il pianeta si sono occupate dell'orsetto Knut, gli alberghi di Berlino sono pieni, i giornali ci fanno pagine e pagine, il Tg5 ha mandato in onda una canzoncina di bambini in tedesco dedicata all'orsetto Knut per alcuni interminabili minuti. Peluche, gadget, giocattoli, calendari e altro, stanno per andare alle stampe, immensi tir li trasporteranno per il mondo, aerei-cargo solcheranno i cieli carichi di orsetti Knut realizzati in qualunque materiale possibile e immaginabile. I cinesi fabbricheranno Knut falsi. Nel giro di un anno, soltanto a causa delle emissioni causate dall'affetto popolare per l'orsetto Knut, moriranno almeno una decina di orsi polari artici, di cui non fotterà niente a nessuno. Come sempre quando c'è la passione popolare, la politica si accoda. Primi ministri e teste coronate si accalcano per farsi filmare vicino a Knut, propaganda spicciola poco costosa: piace sempre, e si sembra delle brave persone. Ora è chiaro che lui, povero cucciolo, non è colpevole di niente. L'orsetto Knut è un peloso feticcio che abbracciamo felici, contenti di sentirci buoni per un istante mentre corriamo verso la distruzione della sua specie, e di molte altre. L'affetto dell'intera umanità per l'orsetto Knut - sollecitato dai media - pare un buon anestetico per i sensi di colpa. E del resto salvare il singolo e sterminare le moltitudini è un classico di tutti i tempi. Poi, quando l'orsetto Knut vedrà, capirà, e si farà saltare in un mercato imbottito di tritolo, non dite che non vi avevo avvertiti."

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lunedì, aprile 02, 2007

Welcome to Ikeatown

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domenica, aprile 01, 2007

"Non può stare vicino a Dio chi si sporca con corruzioni e tangenti. E' quanto ha detto questa mattina Benedetto XVI durante l'omelia pronunciata in occasione della domenica delle Palme. in Piazza San Pietro. "Può stare nel luogo santo chi ha mani innocenti e cuore puro - ha detto il Papa - mani innocenti sono mani che non vengono usate per atti di violenza, sono mani che non sono sporcate con la corruzioni e con tangenti. Cuore puro, quando il cuore è puro ? E' puro un cuore che non si macchia con menzogna e ipocrisia, un cuore che rimane trasparente come acqua sorgiva perchè non conosce doppiezza". " Non dimentichiamo che è il primo aprile, e scherzare è legittimo...altrimenti domani si scioglie lo IOR!!

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